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Commento alle elezioni europee PDF 

Cremona, 08 maggio 2012

Il quadro che ci consegnano i risultati delle più recenti tornate elettorali in varie parti d’Europa, al di là dei tratti distintivi di ogni condizione e territorio, ha alcuni elementi che vale la pena di sottolineare.

Un primo elemento è forse banale ma già indicativo, vale a dire la difficoltà — e in alcuni casi la sconfitta se non il tracollo — delle forze di governo uscenti. Al di là delle normali fluttuazioni negative di chi governa un passaggio storicamente difficile, resta fondamentale il fatto che i cittadini europei trovano che chi li ha governati sino a ieri è stato il responsabile di quella crisi o nella migliore delle interpretazioni incapace di risolverla o persino solo di affrontarla.

Il vero elemento però politicamente qualificante che tiene assieme tutti i risultati, dall’Inghilterra che fu thatcheriana ai distretti tedeschi, dalla Grecia divisa in due come una mela alla Francia dei nostri vicini di casa è la critica tanto netta quanto diffusa e omogenea alle ricette anticrisi targate Fondo Monetario. Primo perché tantissime persone hanno verificato che queste ricette non solo non funzionano, ma addirittura aggravano la loro condizione familiare, almeno per gli strati non privilegiati della popolazione (che vanno allargandosi). Secondo, perché sempre più persone si rendono conto (anche grazie a una informazione meno monopolizzata) che è proprio il sistema finanziario nella sua degenerazione parassitaria ad essere l’autore primo di quella crisi. La gente che ha visto un sistema bancario irresponsabile “salvato” da valanghe di soldi pubblici erogate a tassi d’interesse praticamente nulli si vede poi negare da quello stesso sistema bancario i prestiti necessari per lavorare (se piccolo imprenditore) o addirittura per sopravvivere (se semplice famiglia in difficoltà).

Parallelamente, i nostri sindaci strangolati da una riduzione di risorse da allarme rosso vengono esposti in prima fila come esattori di una IMU i cui veri proventi vanno allo Stato e non a loro: e si vedono negare i soldi per le infrastrutture pubbliche essenziali, a partire da acquedotti, fogne e depuratori.

Finalmente le persone cominciano a capire che i più indegni tentativi di furto (dei loro beni comuni e dei patrimoni pubblici storici) sono proprio quelli compiuti alla luce del sole. E come cittadini dicono di no. L’hanno detto a gran voce a giugno scorso sui servizi fondamentali dei comuni e ora allargano la loro critica ad altri campi dell’economia e del vivere sociale, nonostante che la politica continui a rifiutarsi di accettare la volontà espressa con quei referendum e continui a cercare di privatizzare tutto il privatizzabile.

Come Comitato Acqua Pubblica siamo orgogliosi di questi cittadini, anche perché si stanno attrezzando sempre meglio per la “fase due”, quella cioè in cui si dovrà finalmente costruire un pubblico efficace, sobrio, partecipato, pulito e trasparente. Come l’acqua.

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese


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L’era ura. PDF 

Cremona, 5 aprile 2012

Era ora. A quattro mesi di distanza dai fatti i cittadini riescono finalmente a vedere certificato ciò che sinora era notizia “non ufficiale”, cioè che la provincia di Cremona rifiuta la società mista proposta nel piano d’ambito. Lo stesso presidente Salini è stato costretto, pallido per la sconfitta, a riconoscere pubblicamente che il territorio di Cremona non lo segue. Era per la verità l’unico a non averlo ancora capito. Resta dunque sul tappeto l’ipotesi di cui nessuno vuole parlare, l’azienda consortile. Semplice, realizzabile, economica.

Peccato che la serata sia stata rovinata dal vergognoso spettacolo di un gruppetto di sindaci (Crema in testa a tutti) che pur di salvare la faccia ai due presidenti (Salini e Leni) vota ubbidiente per l’approvazione del verbale (incompleto) di una seduta a cui nessuno di loro ha partecipato. Quando si vota su questioni di fondamentale rilevanza democratica si dovrebbe avere maggior rispetto di se stessi e non fare di tutto per togliere una seconda volta voce ai colleghi.

A proposito di regole: a che titolo ieri sera il presidente Salini è intervenuto più volte al microfono? Non è stato detto più volte che nelle sedute deliberative possono parlare solo gli aventi diritto? Da quale sindaco era delegato?

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

 

 

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Mobilitazioni dei prossimi giorni PDF 

domenica 1 aprile

pomeriggio
in corso Campi, a Cremona
banchetto informativo della cittadinanza
(informeremo su: progetto fusione aziende, campagna di obbedienza civile, FAME, restituzione prestiti referendari)


mercoledì 4 aprile

ore 21,00
sala Zelioli-Lanzini, quartiere Fiera
presidio alla Conferenza dei Comuni
(convocata in merito alla verbalizzazione delle sedute di dicembre e per la presa d'atto del progetto di fusione delle aziende)


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22 marzo, il Comitato Acqua incontra il prefetto di Cremona PDF 

Cremona, 22 marzo 2012

Questa mattina, 22 marzo 2012, Giornata Mondiale dell’Acqua, il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese ha incontrato ufficialmente il prefetto di Cremona consegnando la lettera-appello che si può scaricare in calce al testo, nella quale si sottolinea la preoccupazione del comitato, dei cittadini che esso rappresenta e del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua per la pesante situazione che si è venuta a creare in questi mesi nel territorio cremonese.

L’incontro si è protratto per oltre un’ora, entro la quale il comitato ha avuto modo di ricapitolare per sommi capi la vicenda del s.i.i. in provincia e di evidenziarne i numerosi e pesanti punti di criticità (di merito e di metodo) e il prefetto di porre domande, richiedere chiarimenti e delucidazioni. Al termine del lungo e proficuo incontro il prefetto ha assicurato che, esaminate la lettera e la documentazione allegata, contatterà i soggetti interessati per
ascoltare la loro versione in merito alle varie questioni sollevate.

Copia della lettera-appello verrà nelle prossime ore consegnata a Roma al ministro dell’Interno da parte di una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

Scarica la lettera-appello al prefetto di Cremona

Consulta la Documentazione per l'incontro con il prefetto di Cremona

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Le Diocesi di Cremona e Crema: "L'acqua? Un diritto di tutti Non entri la logica del profitto" PDF 

Cremona, 10 marzo 2012

I cittadini per l’acqua bene comune accolgono con favore il contributo di riflessione che le Commissioni per la Pastorale Sociale delle Diocesi di Cremona e Crema hanno offerto alle nostre comunità. Si dimostra ancora una volta che il diritto all'acqua unisce e non divide.
Siamo certi che le considerazioni espresse saranno di sostegno e sprone ai sempre più numerosi amministratori che nei nostri Comuni sono impegnati sulla strada per giungere ad una gestione veramente pubblica e partecipata dell’acqua. Dopo aver resistito ai progetti di privatizzazione messi in atto dall’Amministrazione Provinciale, è importante che i Comuni diano chiari indirizzi alle aziende dei servizi pubblici locali di cui sono proprietari. Lo strano mostro societario di diritto privato che alcuni vorrebbero creare è progettato solo per cedere importanti quote del nostro servizio idrico integrato a qualche grande gruppo, interessato certamente più al proprio tornaconto che al bene comune.Nell’occasione, ricordiamo ancora all’Ufficio d’Ambito l’urgenza di ridefinire la tariffa, eliminando la “remunerazione del capitale investito”, secondo quanto stabilito dai referendum: sul diritto all’acqua non è mai stato giusto e non è più lecito speculare.
La pazienza dei cittadini ha un limite.

Leggi il documento delle Commissioni diocesane di Pastorale Sociale e del Lavoro di Cremona e Crema


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