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PERCORSO:   COMUNICATI
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Patagonia chiama Cremona PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 11 giugno 2014


Finisce con ieri (si spera) il sequestro operato dal presidente Massimiliano Salini nei confronti del consiglio provinciale. Questo infatti da anni si è espressamente e ripetutamente pronunciato a favore di una gestione pubblica dell’acqua, ma il presidente, lungi dall’uniformarsi (come sarebbe stato suo dovere) alla volontà del consiglio ha sempre tentato di imporre la sua personale visione liberistica del servizio, spalleggiato da una ristretta corte di sodali. Ieri ha avuto luogo l’ennesimo tentativo di ostacolare il percorso voluto da cittadini, sindaci e consiglieri provinciali e con soddisfazione l’abbiamo visto infrangersi contro la resistenza della stessa commissione affari istituzionali. Tramite l’emendamento approvato infatti si ordina all’ATO (scandalosamente inadempiente sino ad oggi, specifichiamo noi attivisti acqua pubblica) di adeguarsi finalmente alla volontà del consiglio, procedendo all’aggiornamento del piano d’ambito necessario ad affidare il servizio idrico nella modalità in-house a Padania Acque Gestioni. Illuminante la dichiarazione del consigliere Manuel Gelmini che ha sottolineato come l’emendamento si sia reso necessario per evitare che qualcuno potesse nelle prossime settimane dare interpretazioni fantasiose all’atto, evidentemente ambiguo e generico, che era stato proposto dalla giunta provinciale. Di fronte alla sconfitta su tutta la linea il presidente Salini si è dovuto nascondere dietro un voto favorevole, così che l’indirizzo verso la soluzione in-house è stato preso all’unanimità.

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Usciamo dall'impasse idrico! PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 04 giugno 2014

Si è consumata ieri l’ennesima indegna prova della amministrazione locale: l’Ufficio d’Ambito di Cremona, azienda speciale direttamente dipendente dalle direttive dell’Amministrazione Provinciale, si è rifiutato di affidare il servizio alla nuova azienda che ormai tutti i sindaci e i cittadini hanno scelto, bloccando così anche gli interventi necessari al buon funzionamento della rete idrica.

E’ letteralmente vergognoso il modo in cui ancora oggi la politica cremonese si riveli totalmente incapace di prendere decisioni fondamentali. Non si parla più ormai di decisioni volte a una buona amministrazione, siamo decaduti a non volere prendere le decisioni minime, utili ad assicurare il servizio idrico, vale a dire la sopravvivenza e la salute di tutti: bambini, anziani, elettori di destra, di sinistra, disillusi e rivoluzionari. Un comportamento semplicemente irresponsabile.

Come Comitato Acqua rammentiamo a tutti i cittadini che il consiglio provinciale ha da molto tempo indicata nettamente la strada da seguire (gestione pubblica) per il servizio idrico; così hanno fatto tutti i sindaci del territorio (rifiutando la gestione mista e costituendo una società pubblica con lo scopo preciso di gestire il servizio idrico); così ha deciso la nazione (tramite referendum). Se oggi si mette a rischio addirittura la stabilità delle aziende idriche locali — aziende sane ed eredi delle nostre vecchie municipalizzate — impedendo loro di lavorare, non è per mala sorte: è perché determinati soggetti hanno concretamente e costantemente agito per la privatizzazione del servizio e continuano a farlo. Ci riferiamo in prima battuta al presidente dell’Amministrazione Provinciale Salini e (direttamente dipendenti dalle sue direttive politiche) alla giunta provinciale, all’AATO e al presidente podista della conferenza dei sindaci Leni. Ora Salini se ne andrà a fare danni a Bruxelles visto che vi è stato paracadutato grazie ai voti del suo padrino politico Lupi: non ci mancherà. Qui ha dimostrato di essere solo un elemento di disgregazione e motore di continue contrapposizioni all’interno delle amministrazioni locali, un freno alla concretezza degli interventi, un pessimo politico interessato esclusivamente al prevalere del proprio credo, un amministratore pericoloso in quanto pervicacemente ostile ad obbedire alla volontà del consiglio provinciale. In totale, un danno per l’intero territorio.

Chi resterà ad amministrare ottemperi finalmente al volere dei cittadini e costruisca con pazienza e amore per il bene comune una gestione pubblica, trasparente e partecipata. Sarebbe anzi importante avere dichiarazioni nette al riguardo dai quattro contendenti che si affronteranno domenica per i ballottaggi. Ci dicano chiaramente se:

- intendono sì o no varare immediatamente la gestione pubblica del servizio idrico escludendo ogni ipotesi anche minima di privatizzazione;

- intendono varare o no meccanismi di partecipazione dei cittadini nelle aziende di gestione dei servizi fondamentali.

Infine come Comitato Acqua Pubblica chiediamo a tutti i cittadini lo sforzo di essere presenti numerosi al prossimo consiglio provinciale. Non ci sono alternative all'impegno di ognuno se si vuole che l’acqua non venga sottratta alla collettività.

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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Caduta accusa terrorismo militanti No-TAV PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 16 maggio 2014

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese apprende con gioia la notizia della decisione di poche ore fa con cui la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza in base alla quale quattro attivisti No-TAV (Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò) erano accusati di "terrorismo" per aver gravemente danneggiato un macchinario di cantiere. Come soggetto di cittadinanza attiva il comitato acqua (e con esso tutto il movimento acqua pubblica italiano) pur condannando il danneggiamento in sé come atto illegale, era molto preoccupato dell'evidente (e molto più grave) tentativo di trasformare quella che è una lotta pienamente democratica portata avanti da anni pacificamente dall'intera popolazione di un territorio in un crimine di assoluta gravità e nocivo alla tenuta stessa dello Stato. Così evidentemente non è ed ora si dovrà certamente riesaminare la condizione dei quattro ragazzi che da cinque mesi scontano un regime di carcere duro (dipendente direttamente da quella accusa).

Questa ottima notizia giunge poche ore dopo un'altra a cui i media non hanno curiosamente dato molto rilievo: un ex-carabiniere indagato per simulazione di reato. Aveva denunciato di essere stato aggredito e picchiato da tre incappucciati perché faceva l’autista di un pm che vive sotto scorta, Antonio Rinaudo, titolare di molte inchieste a carico di No Tav. Tutto falso, in base alle indagini della digos. Ma anch'esso utile, anche ad alcune forze politiche che hanno purtroppo enormi interessi affaristici nel TAV, per contribuire a creare nell'opinione pubblica un atteggiamento ostile verso la Val Susa e la sua sacrosanta lotta.

Ora attiviamoci tutti per pretendere che finalmente si discuta del merito e non più di fiabe: si discuta di un'opera costosissima, di nessuna utilità, terribilmente nociva per l'ambiente e ormai al di sotto di ogni sospetto per le infiltrazioni malavitose.


Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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Risultati dell’assemblea di Padania Acque Gestione del 15 aprile 2014 PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 17 aprile 2014


Come cittadini siamo delusi del fatto che non siano state effettuate le nomine degli organismi che devono occuparsi di gestire Padania Acque Gestioni perché è importante che l’azienda possa ricevere l’affidamento ed iniziare a programmare davvero la propria vita. Questa infinita lungaggine, dovuta (pare) solo a motivi di contrasto politico all’interno di alcune forze sulla distribuzione delle poltrone, rende evidente ciò che abbiamo sempre sostenuto, cioè che tutte le isteriche e minacciose ramanzine che abbiamo ascoltato in questi ultimi mesi sulla necessità di procedere di corsa al varo dell’azienda per evitare multe, rovine e calamità varie erano mezzi di pressione per spingere i sindaci a concedere deleghe in bianco senza fare tante domande. Riteniamo che a questo punto sia politicamente criticabile che i membri di organismi pubblici destinati a rimanere in sella per anni vengano nominati da sindaci che in gran parte andranno al ricambio tra poche settimane. Mille volte meglio un patto tra galantuomini in cui le forze politiche principali e i sindaci non in scadenza si impegnano pubblicamente a procedere a quelle nomine entro pochissimi giorni dall’insediamento delle nuove amministrazioni comunali, così che entro luglio al massimo l’azienda possa ricevere l’affidamento.

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Sull'occupazione di AEM e l'istituzione di un Osservatorio sui distacchi PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 21 gennaio 2014

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese accoglie positivamente la notizia della istituzione di un Osservatorio sui distacchi nel capoluogo, dove si possano confrontare cittadinanza organizzata ed istituzioni.

Importante è pure che si annunci il blocco immediato dei distacchi, ma ci si chiede che esito avranno i distacchi già in corso; né vorremmo rivivere il balletto dello scorso inverno, con blocchi dei distacchi annunciati ogni due o tre settimane.

Elemento negativo è certamente che sia stato necessario arrivare ad una occupazione (sia pur breve) per istituire un organo che qualunque buon amministratore, tanto più sulla scorta della pessima esperienza dello scorso inverno, avrebbe dovuto creare di propria spontanea iniziativa quattro mesi fa.

Ma come sempre guardiamo costruttivamente al bicchiere mezzo pieno: è importante che questo organo venga creato immediatamente, che accerti con chiarezza e renda pubbliche le dimensioni del problema, che divenga strumento permanente di governo dei servizi essenziali.

Un grazie di cuore ai cittadini organizzati che hanno deciso, come si dice, di “metterci la faccia” per cercare di sbloccare una situazione che evidentemente istituzioni e partiti non sono in grado autonomamente di gestire.

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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