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PERCORSO:   COMUNICATI
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Distacchi a Cremona - in risposta all'assessore Amore 22-1-2013 PDF  | Stampa |  E-mail

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Caro assessore Luigi Amore,

parlare di “strumentalizzazione del problema distacchi” da parte di “qualcuno” ci sembra francamente fuori luogo e offensivo nei confronti dei suoi concittadini. Sì, perché sono proprio i suoi concittadini che hanno sollevato questo problema, certo non per dare un dispiacere all’Amministrazione o a qualche dirigente di un’azienda pubblica, ma perché da mesi erano (e sono) in condizioni di disagio e non sapendo più a chi rivolgersi si sono attivati, organizzati e sono usciti dall’isolamento in cui si trovavano, rivendicando dei diritti e creando un precedente che ci auspichiamo possa essere utile anche ad altre persone ancora isolate e “in silenzio”.

Ci chiede di fare confronti con casi di altre città? No, non ci stiamo a spostare il problema altrove.

La crisi, lo sappiamo, sta aggravando le distanze tra le fasce sociali, disegnando un Paese feudale, più che democratico, e sta svelando tutta la storica inadeguatezza del nostro welfare. Un welfare che si è sempre affidato in modo sproporzionato alle diseguali risorse delle famiglie e che non protegge dai grandi rischi di oggi, come diventare fragili in età anziana, perdere un lavoro senza avere un contratto standard, essere una famiglia monoreddito in cui l’unico che riceve lo stipendio perde il posto. In questo quadro, le politiche sociali dovrebbero fornire servizi che accompagnano i soggetti nelle diverse fasi della vita.

E’ chiaro che quanto sta accadendo anche Cremona stizzisce molti perché dimostra gli errori commessi da parte di chi ci amministra e ha amministrato, che, avendo evidentemente altre priorità, non ha riqualificato e reindirizzato risorse (e non solo economiche) per ripensare a dei servizi sociali non assistenzialistici e affrontare le vulnerabilità che esistono da anni e che purtroppo sono inevitabilmente destinate ad aumentare.

Il dato da Lei portato, secondo cui fino a fine febbraio (per cui per poco più di un mese) non verrà effettuato alcun distacco dell’acqua, dobbiamo davvero considerarlo un punto di partenza? Vorremmo sapere chi invece è ancora al freddo e già con le utenze staccate, cosa dovrà fare? Lei dice che sono 22 i casi che hanno potuto usufruire dell’appoggio economico per rientrare dalla loro morosità, e gli altri? Dovranno aspettare l’istituzione di quel fondo di solidarietà che lei “non esclude”? Quello che oggi registriamo a mezzo stampa sono soprattutto dichiarazioni di intenti (tra cui il protocollo d’intesa con i sindacati confederali che si limita ad un elenco di proposte da sottoporre all’attenzione prioritaria della Giunta Comunale) e monitoraggi in sinergia col gestore dei servizi.

Ma perché siamo arrivati a questo punto? E’ lampante che per far fronte in modo adeguato il problema ci sia bisogno di un cambio rapido di indirizzo politico in città, basta mettere la polvere sotto il tappeto! Il problema è risaputo, girarci intorno non serve a nulla e la domanda che noi poniamo è sempre la stessa: come vogliamo che vengano gestiti a Cremona i servizi fondamentali per i cittadini?

Non possiamo non partire da un dato di fatto: la delibera approvata all’unanimità nel 2006, che ha trasferito tutti gli asset a LGH, e la conseguente patrimonializzazione nel 2010 hanno di fatto comportato l’aggravio incontrollato dei costi dei servizi per la cittadinanza con sempre meno possibilità per il Comune di svolgere l’indirizzo e il controllo pubblico. L’istruttoria sulle bollette di Linea Più che riguarda le tariffe applicate nel terzo trimestre del 2009 (che risulterebbero più alte di circa il 5 per cento rispetto a quelle fissate dall’Authority) fa sinceramente un po’ arrabbiare in tempi come questi, specie se sommata alla remunerazione del capitale investito, che continua a gonfiare indebitamente le bollette del servizio idrico.

Quello che noi chiediamo è un cambio di rotta: occorre che gli amministratori ricomincino a mettere i problemi e le aspettative dei cittadini in cima alla loro agenda, occorre un nuovo modo di ragionare sul futuro che desideriamo nella nostra città. E’ in questo senso che il tema dell’acqua come diritto di tutti diviene fondamentale, così come il diritto ad accedere a tutti gli altri beni fondamentali per condurre una vita dignitosa. Per questo ci battiamo perché a Cremona il servizio idrico ritorni saldamente in mano pubblica, per questo ci battiamo contro i distacchi e tutta la freddezza managerialistica che i dirigenti delle aziende ex municipalizzate continuano a dimostrare nei confronti di chi oggi si trova in difficoltà a pagare le bollette. La gestione pubblica crediamo sia l’unica che possa garantire, anche in momenti di crisi tremenda come quella attuale, l’accesso per tutti ai servizi fondamentali tutelando anche le fasce più deboli. Quanto più inermi sarebbero stati i oggi i cittadini se il servizio idrico fosse già stato privatizzato, obiettivo che il suo sindaco vuole tuttora fortemente ottenere?

Ci sembra chiaro il fatto che l’azienda sociale cremonese nell’ultimo anno abbia allargato al terzo settore la richiesta di cooperazione per tamponare il continuo venir meno dei finanziamenti dalla Regione mentre anche a livello politico e amministrativo locale sono stati dirottati i finanziamenti ad altri capitoli di bilancio considerati prioritari. E’ un diritto della persona fragile non dover dipendere in modo esclusivo dalla solidarietà dei propri familiari, perché quello di cui stiamo parlando è una questione di dignità individuale.

 

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La lettera sui distacchi di acqua, luce e gas consegnata ad AEM il 2-1-2013 PDF  | Stampa |  E-mail

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Cremona, 2 gennaio 2013 I cittadini ed attivisti di Cremona e provincia riuniti nel Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese, preoccupati per le ripetute segnalazioni provenienti da enti, istituzioni, associazioni del terzo settore e singoli cittadini di una sempre più pesante situazione di disagio dovuta alla grave crisi economica, alla carenza di lavoro e alla insufficienza di mezzi adeguati per contrastare nuove e vecchie povertà, hanno deciso di intervenire (nei limiti delle loro possibilità e competenze) per cercare di portare un contributo utile alla positiva e corretta risoluzione del problema. In particolare la loro preoccupazione e il loro sdegno sono legati alle numerose segnalazioni di distacchi di acqua, luce e gas nelle case di cittadini e famiglie in difficoltà. Spesso si tratta di persone rimaste senza occupazione, di persone che ormai non riescono più ad arrivare a fine mese con il loro stipendio o la loro pensione, di famiglie che si trovano da tempo in una situazione di estrema indigenza magari con figli minori, con disabili o con anziani a carico.

In particolare si ritiene doveroso da parte di aziende a totale controllo e proprietà pubblici operare affinché queste situazioni non siano trattate come semplici problemi di solvibilità. Un intervento a fianco dei cittadini risulta meglio realizzabile ove possa basarsi su dati il più possibile corretti, veritieri ed aggiornati. E’ per questo che il citato comitato richiede alle aziende in indirizzo (in base alle rispettive competenze) la seguente documentazione:

- dati reali ed aggiornati concernenti il numero complessivo delle famiglie nei confronti delle quali è stato adottato durante l’anno 2012 il distacco delle utenze domestiche (suddivise tra utenze idriche e utenze elettriche) per morosità o ragioni connesse;

- dati reali ed aggiornati concernenti il numero complessivo delle famiglie nei confronti delle quali risulta alla data di oggi (2 gennaio 2013) vigente un provvedimento di distacco delle utenze domestiche (suddivise tra utenze idriche e utenze elettriche) per morosità o ragioni connesse;

- il totale delle persone coinvolte alla data di oggi da un provvedimento di distacco delle utenze domestiche per morosità o ragioni connesse;

- il totale di aziende o utenze di tipo non-domestico colpite durante il 2012 da provvedimenti di distacco utenza per morosità o ragioni connesse;

- l’ammontare complessivo delle morosità esistenti alla data del 31 dicembre 2012 o comunque alla data più recente disponibile (suddiviso tra utenze idriche e utenze elettriche) relativo alle utenze domestiche;

- l’ammontare complessivo delle morosità esistenti alla data del 31 dicembre 2012 o comunque alla data più recente disponibile (suddiviso tra utenze idriche e utenze elettriche) relativo alle utenze non-domestiche;

- copia di un contratto-tipo per l’apertura di una utenza domestica (se differente, per utenza idrica ed elettrica) completo di ogni clausola o norma aggiuntiva; - copia della carta dei servizi dell’azienda (per ognuna delle aziende in indirizzo);

- copia dei provvedimenti interni o regolamenti o atti deliberativi o qualunque altra disposizione interna che detti norme, istruzioni, prassi o linee operative in materia di: - rateizzazione di morosità - prassi di recupero crediti (ivi compreso l’utilizzo di cambiali e forme similari)

- realizzazione e definizione di piani di rientro di utenti da situazioni di debito - calcolo e modalità di applicazione degli interessi di mora sui debiti utenza - costi e modalità dei riallacci utenze. Per ognuno dei provvedimenti di cui all’ultimo punto si richiede di conoscere la data di emissione o diffusione e il responsabile della sua redazione ed emanazione. Si richiede infine di sapere quali sono le procedure da attuare da parte di un utente per farsi certificare il proprio debito separatamente in base al tipo di utenza utilizzata (acqua / luce / eventuali altre).

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Distacchi utenze: Giunta e AEM intervengano subito PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 20 dicembre 2012

A quanto pare, leggendo le dichiarazioni dell'assessore Amore in risposta all'interrogazione del Partito democratico in Consiglio comunale, ora anche l'Amministrazione comincia ad ammettere la drammaticità dei casi di distacchi alle utenze che stanno colpendo le fasce più deboli dei nostri concittadini anche in questi giorni di freddo intenso. I dati parlano chiaro: l'assessore sostiene che sono 161 le famiglie seguite dai servizi sociali con problematiche di distacchi per morosità con Aem e che il problema è in aumento. Tuttavia, sempre secondo l'assessore, il ripristino dovrebbe avvenire in questi giorni solo per 70 di questi casi.


Ma non basta prendere atto della situazione, come Comitato Acqua riteniamo che l'urgenza vada affrontata subito. Per questo vogliamo sollecitare il sindaco Oreste Perri e la Giunta Municipale a contribuire concretamente e al più presto al ripristino delle utenze nel rispetto dei diritti di tutti i concittadini e dunque ricordiamo ancora una volta che gli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana dicono che il nostro Paese deve garantire i diritti fondamentali delle persone, e le istituzioni hanno il compito di rimuovere le ragioni di disuguaglianza tra i cittadini per poter garantire l'accesso a tali diritti, attraverso i principi di solidarietà politica, economica e sociale.

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Breve commento alla mozione presentata dal consigliere Trespidi PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 20 dicembre 2012

In consiglio provinciale due giorni fa oltre a quella della Lega Nord sul tema gestione del servizio idrico è stata presentata anche un’altra mozione, per conto dell’UDC. Considerato che il consigliere Trespidi ancora oggi ribadisce l’utilità e la giustezza della sua proposta, è importante sottolinearne gli elementi problematici che la rendono, allo stato degli atti, inaccettabile. Nelle premesse della mozione innanzi tutto si sposa senza alcun distinguo il discutibilissimo iter che ha portato l’Ufficio d’Ambito ad applicare il silenzio-assenso, cosa che in presenza di ben due ricorsi specifici sarebbe bene almeno cautelativamente evitare.

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Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 19 dicembre 2012

Ci sembra importante commentare, a valle dello storico voto in consiglio provinciale di ieri, le dichiarazioni rilasciate dai protagonisti della sconfitta. Troviamo sconfortanti le dichiarazioni del consigliere Agazzi che rilancia la sfida ai propri (ex?) alleati e alla minoranza dicendo che “il vero voto” sarà quello che si darà tra pochi giorni sul piano d’ambito. Questo significa prima di tutto considerare una burletta il voto di ieri: non è buona politica, consigliere Agazzi, non avere rispetto dei luoghi democratici di espressione del voto e dei suoi stessi colleghi. Forse sarebbe il caso di riascoltare le parole del presidente Salini che pochi giorni fa ha solennemente riconosciuto che per il presidente dell’Amministrazione Provinciale la volontà del consiglio è legge. Ma la sua sfida dimostra anche (il che forse per un politico è un limite più pesante) l’incapacità di leggere correttamente ed accettare (con quel grammo di umiltà e di ragionevolezza che in altre occasioni lei ha dimostrato di saper produrre) il segno politico pesante del voto di ieri, che da tutti i punti di vista ha sancito la sconfitta della linea sin qui seguita dal centrodestra cremonese.
Triste - e però emblematico - è infine leggere che il presidente Salini fotografi il voto di ieri come una delle ragioni che stanno alla base della distanza dei cittadini dalla politica. Signor presidente, sarà che siamo tra i diretti interessati (visto che esistiamo ormai da sei anni intervenendo costantemente sul tema acqua), ma a nostro parere la realtà cremonese oggi è esattamente all’opposto di come lei la legge. I cittadini di Cremona (anche quelli che non si riconoscono nel Comitato Acqua) sono sempre più vicini alla politica, e anzi hanno imparato “sul campo” della battaglia per l’acqua pubblica quanto sia essenziale e bello riprendere in mano il ruolo di controllori e interlocutori della politica. Se si sono riavvicinati alla politica lo hanno fatto proprio perché lei si è allontanato così nettamente e vergognosamente dalla loro volontà e perché dimostra costantemente di avere scarso rispetto delle idee altrui, dei voti democraticamente espressi (qualora non corrispondano alla sua posizione politica), dei diritti dei cittadini e persino dei suoi alleati, trascinando consiglieri e sindaci della sua parte politica in una corsa suicida contro un muro.
Ora non ha senso arrabbiarsi perché il muro non si è spostato.

Il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

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