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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa L’ideologia all’attacco
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L’ideologia all’attacco PDF  | Stampa |  E-mail

25 novembre 2011

 

Finalmente le carte si scoprono e il presidente Salini, che affetta da settimane una imparzialità ormai ridicola da sostenere, si precipita a Soresina per richiamare all’ordine il riottoso vicesindaco Fabio Bertusi, reo di non avere obbedito agli ordini.

Purtroppo la recente riunione a porte chiuse (meglio dicasi blindata) dei sindaci — assolutamente irregolare — ha impedito ai cittadini, assiepati in centinaia all’esterno del salone AVIS, di ascoltare il dibattito tra i sindaci. Alcune certezze però poco a poco emergono, a partire dall’applauso scrosciante e bipartisan che ha sottolineato la proposta di Bertusi di rinviare il voto sul piano d’ambito.

Richiesta corretta e giustificatissima, motivata dalla assoluta mancanza di chiarezza sulle modalità reali con cui si vorrebbero tritare le aziende ex municipalizzate (tra cui quella di Soresina) nel nuovo calderone da dare in pasto ai privati, molto contenti e già con il tovagliolo al collo. Per il momento dovranno rimettere giù forchetta e coltello, ma il pasto è solo rimandato e il presidente Salini — che aveva forse promesso il risultato — sta evidentemente passando alle maniere forti per cercare disperatamente di recuperare l’ennesimo fallimento. Meno male che ci sono amministratori come Bertusi, che ai diktat sembrano essere allergici: ora speriamo che i dubbi si trasformino in contrarietà, perché le ragioni per rifiutare questo piano d’ambito ci sono tutte. C’è infatti entro la schiera dei sindaci un’altra ala grande di scontento, sempre più numerosa, che prende le mosse dalla presenza esplicita entro il piano d’ambito di elementi incompatibili con i risultati dei referendum di giugno: conferma della remunerazione del capitale entro la tariffa e entrata del privato nella società, tutte cose a cui i cittadini hanno detto no. E lo hanno ribadito con la ferma, civilissima e partecipatissima mobilitazione di poche sere fa, con cui chiedevano il rispetto dei loro diritti e del loro voto. Non sottovalutiamo che se i cittadini si assiepano ai cancelli per chiedere, è perché ancora credono che i propri amministratori li vogliano e sappiano ascoltare.

 

 

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

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