n w    w w w w

baner
PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa L’acqua non ha argini
large small default
L’acqua non ha argini PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 23 novembre 2011

 

Ennesimo tentativo del presidente Salini di trascinare i sindaci del territorio cremonese verso la rovina del servizio idrico provinciale. Ennesima bruciante sconfitta, profondamente politica: perché è evidente a tutti che i numeri a disposizione ieri — se supportati da una piena convinzione dei sindaci sulla bontà della sua linea — avrebbero permesso di votare la privatizzazione dell’acqua in cinque minuti. Così non è stato e ha vinto la democrazia, cioè il rispetto del voto degli italiani e (per ora, ai punti) il rispetto dell’acqua come bene comune.

Democrazia che però è stata ieri ferita – come da decenni a Cremona non accadeva – da un atto di gravissima illegalità: la Conferenza dei Comuni si è tenuta a porte chiuse come preteso ingiustificatamente dal presidente Leni, escludendo i cittadini dall’assistervi. Peccato, davvero, che nessun sindaco abbia puntato i piedi perché fosse pubblica, come previsto dai regolamenti. Assolutamente irricevibile per i comitati l’offerta – strappata dal volonteroso sindaco Silla – di ammettere una piccola delegazione: non si può accettare per gentile concessione ciò che costituisce un diritto.

Ringraziamo il vicesindaco di Soresina che, pur da posizioni contrarie a quelle del popolo dell’acqua, ha avuto il coraggio di chiedere quello che tanti sindaci avevano in animo, cioè che la votazione doveva essere rinviata. Evidentemente le spinte di Salini alle spalle dei sindaci — in totale disprezzo delle loro prerogative — non erano più sopportabili. Leggiamo la grave forzatura di costringerli in una riunione a porte chiuse come un subdolo tentativo di rompere ogni legame di fiducia tra loro e le centinaia di cittadini che protestavano, fuori dai cancelli, al freddo, bloccati dalle forze dell’ordine. Forse qualcuno sperava che la protesta degenerasse, così da mettere i cittadini dalla parte del torto e i sindaci in quella degli “odiati prevaricatori”? Insomma, un tentativo – non nuovo in Italia – di trasformare un grave problema di agibilità democratica in un caso di ordine pubblico? Così non è stato, grazie alla coscienza civile e all’autocontrollo dei tantissimi manifestanti accorsi – nonostante il brevissimo preavviso – e alla professionalità delle forze dell’ordine.

Siamo molto contenti che i sindaci di ogni orientamento politico abbiano dimostrato ieri di saper prendere decisioni anche al di fuori della teorica condivisione di parte politica, confermando che l’acqua bene comune non sopporta argini ideologici che ne irreggimentino la direzione. E monta la marea dei sindaci sempre più convinti che la direzione sia verso una azienda totalmente pubblica e ben gestita: ora sono circa una quarantina, in rapida ascesa.

Resta sul piatto però un piano d’ambito che contraddice esplicitamente i risultati dei referendum di giugno. Bene hanno fatto i sindaci a prendere tempo per chiarirsi le idee, anche perché continuano a non essere informati in modo adeguatamente imparziale, e particolarmente sull’altra fondamentale soluzione gestionale, quella dell’azienda di diritto pubblico.

Uno dei compiti che come Comitato Acqua Pubblica di Cremona ci assumeremo nei prossimi giorni sarà proprio di fare di tutto per colmare questa lacuna, sperando nella collaborazione di alcuni primi cittadini.

Sarà poi necessario intraprendere tantissime altre azioni, anche sul piano legale, in relazione a quanto avvenuto ieri e al futuro del servizio idrico: come sempre i cittadini del Comitato Acqua le decideranno tutti assieme, tenendosi pronti a nuove mobilitazioni.

Rilanciamo convintamente la grande manifestazione di sabato a Roma, che riaffermerà il diritto dei cittadini italiani a vedere rispettata la volontà espressa chiaramente con lo storico esito dei referendum di giugno.

La dedica di questa piccola ma significativa vittoria dell’acqua bene comune va alla memoria di Danielle Mitterrand, portatrice d’acqua internazionale scomparsa ieri, co-fondatrice del Contratto Mondiale dell’Acqua.

 

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

Share