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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Un tetto sopra la testa
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Un tetto sopra la testa PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 2 luglio 2014

LGH dunque chiude il bilancio 2013 definendo 8 milioni di euro di dividendi (con dati altrettanto positivi dal punto di vista patrimoniale).
Consiglieremmo a tutti i cittadini cremonesi di appuntarsi i dati principali del bilancio su un foglio, piegare il foglio e metterlo da parte per averlo a portata di mano questo autunno, quando LGH tornerà a piangere miseria pretendendo il pieno pagamento di bollette esorbitanti di riscaldamento anche da parte di disoccupati, esodati, precari e ammalati.

Sempre (e in particolare in periodi di profonda crisi economica) le pubbliche amministrazioni devono porsi come principale obiettivo l’assicurare a tutti, indipendentemente dalla capacità economica, i servizi fondamentali. Nella “battaglia delle bollette” si scontrano in pratica il diritto-dovere per una spa di produrre utili (cioè di guadagnare soldi) e il dovere (sociale e politico) dell’amministrazione che controlla quell’azienda di produrre servizi. Ma il servizio non è solo fine a se stesso: è un mattone che serve a costruire una comunità sempre più sana e solidale, ricca nel vero e pieno senso del termine.

Nello stesso modo, ma con esiti ancora più tragici, si scontrano (a Cremona come altrove) in questi giorni il diritto di un proprietario di casa a ricavarne il massimo profitto possibile e il diritto di un inquilino, per quanto moroso, a non essere buttato in mezzo a una strada e a vedersi strappata a pezzi la famiglia.
Certo la “questione casa” non si può risolvere in 48 ore (e neppure in un anno), ma crediamo che alcuni atti possano e debbano essere adottati immediatamente dalla nuova amministrazione di Cremona, così come certe decisioni sciagurate si sarebbero potute e dovute evitare da parte di chi ha deciso il modo in cui le forze dell’ordine dovevano intervenire. Non è vero che “nessuno può fare niente” di fronte a uno sfratto esecutivo: ci sono ampi spazi, se li si vuole praticare, per evitare a ognuno di noi l’immensa tristezza e alla città la pesante sconfitta etica di veder sgomberare con la forza persone che hanno l’unica colpa di non guadagnare abbastanza per potersi permettere un affitto cosiddetto “di mercato”.

Già. Sempre al “mercato” si torna. Quello stesso mercato che così tanto affascina certi imbarazzanti docenti di storia contemporanea e che per fortuna sempre meno convince le tante persone che sanno cosa significano le parole solidarietà e beni comuni.

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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