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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Usciamo dall'impasse idrico!
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Cremona, 04 giugno 2014

Si è consumata ieri l’ennesima indegna prova della amministrazione locale: l’Ufficio d’Ambito di Cremona, azienda speciale direttamente dipendente dalle direttive dell’Amministrazione Provinciale, si è rifiutato di affidare il servizio alla nuova azienda che ormai tutti i sindaci e i cittadini hanno scelto, bloccando così anche gli interventi necessari al buon funzionamento della rete idrica.

E’ letteralmente vergognoso il modo in cui ancora oggi la politica cremonese si riveli totalmente incapace di prendere decisioni fondamentali. Non si parla più ormai di decisioni volte a una buona amministrazione, siamo decaduti a non volere prendere le decisioni minime, utili ad assicurare il servizio idrico, vale a dire la sopravvivenza e la salute di tutti: bambini, anziani, elettori di destra, di sinistra, disillusi e rivoluzionari. Un comportamento semplicemente irresponsabile.

Come Comitato Acqua rammentiamo a tutti i cittadini che il consiglio provinciale ha da molto tempo indicata nettamente la strada da seguire (gestione pubblica) per il servizio idrico; così hanno fatto tutti i sindaci del territorio (rifiutando la gestione mista e costituendo una società pubblica con lo scopo preciso di gestire il servizio idrico); così ha deciso la nazione (tramite referendum). Se oggi si mette a rischio addirittura la stabilità delle aziende idriche locali — aziende sane ed eredi delle nostre vecchie municipalizzate — impedendo loro di lavorare, non è per mala sorte: è perché determinati soggetti hanno concretamente e costantemente agito per la privatizzazione del servizio e continuano a farlo. Ci riferiamo in prima battuta al presidente dell’Amministrazione Provinciale Salini e (direttamente dipendenti dalle sue direttive politiche) alla giunta provinciale, all’AATO e al presidente podista della conferenza dei sindaci Leni. Ora Salini se ne andrà a fare danni a Bruxelles visto che vi è stato paracadutato grazie ai voti del suo padrino politico Lupi: non ci mancherà. Qui ha dimostrato di essere solo un elemento di disgregazione e motore di continue contrapposizioni all’interno delle amministrazioni locali, un freno alla concretezza degli interventi, un pessimo politico interessato esclusivamente al prevalere del proprio credo, un amministratore pericoloso in quanto pervicacemente ostile ad obbedire alla volontà del consiglio provinciale. In totale, un danno per l’intero territorio.

Chi resterà ad amministrare ottemperi finalmente al volere dei cittadini e costruisca con pazienza e amore per il bene comune una gestione pubblica, trasparente e partecipata. Sarebbe anzi importante avere dichiarazioni nette al riguardo dai quattro contendenti che si affronteranno domenica per i ballottaggi. Ci dicano chiaramente se:

- intendono sì o no varare immediatamente la gestione pubblica del servizio idrico escludendo ogni ipotesi anche minima di privatizzazione;

- intendono varare o no meccanismi di partecipazione dei cittadini nelle aziende di gestione dei servizi fondamentali.

Infine come Comitato Acqua Pubblica chiediamo a tutti i cittadini lo sforzo di essere presenti numerosi al prossimo consiglio provinciale. Non ci sono alternative all'impegno di ognuno se si vuole che l’acqua non venga sottratta alla collettività.

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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