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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Non votate aumenti illegali
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Cremona 26 giugno 2013

A poche ore dal voto decisivo in consiglio provinciale il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese rivolge un ultimo accorato appello ai consiglieri a non approvare il nuovo metodo tariffario idrico redatto dalla “autorità” nazionale.

Rammentiamo che si tratta di un metodo che in modo vergognoso ripropone esattamente lo stesso meccanismo abolito dalla maggioranza assoluta degli italiani con il referendum. Oltre a questo il nuovo meccanismo, che ormai tutta Italia chiama “tariffa truffa”, contiene numerosi altri elementi di irregolarità e di criticità.

Tutto questo è stato ampiamente spiegato ai cittadini e ai politici locali in incontri pubblici tenuti a Cremona e a Crema ed è stato rispiegato in piazza Roma pochi giorni fa a tutti gli astanti in occasione dell’anniversario dei referendum.

Sottolineiamo inoltre che l’applicazione al caso Cremona della nuova tariffa, invece di comportare la restituzione dei soldi che indebitamente le aziende idriche incassano da ben due anni, comporterebbe un sensibile e immediato aumento delle bollette, come spiegato d’altra parte candidamente dal direttore Scaravaggi.

Tutto questo si pone nel quadro di una situazione regionale che vede quasi tutti i gestori orientarsi verso soluzioni di gestione esclusivamente pubbliche e che ha visto pochi giorni fa la rilevantissima novità della proposta da parte del nuovo assessore regionale Terzi di un tavolo di confronto con i movimenti acqua di tutte le province volto alle modifiche della legge regionale. Anche in ambito internazionale è notizia di queste ore l’eliminazione del settore idrico da quelli inclusi nelle trattative commerciali europee.

Tornando a Cremona, i dati di bilancio anticipati ieri sulla cronaca locale, che dicono di una pesante perdita dell’azienda patrimoniale a fronte di un ampio risultato positivo (praticamente di pari peso) della gestionale rendono evidente a tutti quello che i comitati hanno sempre ripetuto: la proprietà delle reti è quasi sempre un costo, la vera “ciccia” su cui gli avvoltoi vogliono mettere le mani è la gestione. Vanno difese tenendole caparbiamente unite e varando formule gestionali che permettano ai cittadini ampi spazi di coinvolgimento e controllo.

Oggi intanto, “fare la cosa giusta” significa non prendere in giro i cittadini approvando la nuova tariffa.

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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