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Comunicato stampa sulla consegna delle firme PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 23 febbraio 2013

Consegniamo questa mattina al Comune di Cremona le firme con le quali più di 700 cittadini si sono uniti alla richiesta presentata dal Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese e rivolta ad aziende e amministratori locali. La petizione era molto semplice e non chiedeva nulla più, alla fine dei conti, che il rispetto dei diritti dei cittadini ad essere considerati esseri umani prima che clienti. Specialmente nei duri frangenti che Cremona e l'Italia stanno attraversando, procedere a distacchi di utenze fondamentali in pieno inverno è un comportamento che aziende pubbliche non si devono permettere, specialmente nei confronti di anziani, famiglie, minori, portatori di disabilità. Nei confronti dei soggetti deboli una società deve sentirsi chiamata alla coesione e all'aiuto, non può trasformarsi in un branco, applicando la legge del più forte. Tanto più in quanto nessuno tra i cittadini in condizioni di morosità che hanno contattato il comitato ha mai preteso l'annullamento del debito, ma semplicemente la sua rateizzazione: a questa logicissima e legale richiesta è stato risposto spessissimo di no, pretendendo la risoluzione immediata delle pendenze e ci risulta che questo avvega ancora oggi.

Alto è stato per fortuna lo sdegno diffuso nella cittadinanza cremonese per il comportamento vessatorio delle aziende e per il comportamento remissivo dell'amministrazione pubblica della città nei loro confronti: le richieste della petizione sono e restano dunque tuttora valide ed attendono risposta. Chiediamo alle aziende locali di ripristinare immediatamente tutti gli allacciamenti idrici e di altre utenze (riducendo semmai a forniture minime luce e gas) e al sindaco di emettere un'ordinanza di divieto specificamente dei distacchi idrici, che valga dunque anche per il futuro.

Cremona non può più agire in modo così vergognoso nei confronti dei deboli.

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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