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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Presentazione del ricorso contro l'Ufficio d'Ambito di Cremona.
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Presentazione del ricorso contro l'Ufficio d'Ambito di Cremona. PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 18 dicembre 2012

In data 10 dicembre 2012 è stato notificato da parte dell'avv. Rizzo un ricorso contro la deliberazione presa 60 giorni prima dall'Ufficio d'Ambito di Cremona con la quale applicando il metodo del silenzio-assenso si adottava ufficialmente il piano d'ambito del servizio idrico contenente la scelta della società mista come soluzione gestionale del servizio stesso. Il ricorso viene presentato dai comuni di S.Daniele Po, Torre de' Picenardi e Motta Baluffi; al ricorso aderirà nei prossimi giorni con una memoria ad hoc il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese. I punti sui quali verte il ricorso sono sostanzialmente quattro: trattandosi di ricorso al TAR evidentemente si tratta di rilievi di carattere formale, ma due di essi hanno un sapore più tecnico-formale, due anche contenutistico. Il primo punto evidenziato si riferisce al mancato rispetto dei tempi prescritti dallo Statuto dell'Ufficio d'Ambito stesso per la notifica di modifiche all'ordine del giorno per le sedute dell'Ufficio d'Ambito che abbiano ad oggetto gli atti principali relativi all'attività dell'ufficio stesso. Il secondo punto evidenzia l'importanza e la centralità delle due sedute della Conferenza dei Comuni del 12 e 16 dicembre 2011, le quali da una parte scardinano ogni ipotesi di urgenza per la decisione presa, dall'altra sconfessano pienamente l'esistenza dei presupposti di fatto del silenzio-assenso, avendo anzi esse (e in particolare la prima) determinato un orientamento chiaramente espresso, fortemente contrario al piano d'ambito presentato (tanto da richiederne esplicitamente la revoca). Il terzo appunto si riferisce alla scelta effettuata all'interno del piano d'ambito della soluzione gestionale mista, giudicato non sufficientemente (in alcuni versanti per nulla) motivato, come invece le norme prescrivono. Il quarto punto evidenzia la presenza all'interno del testo relativo alla costruzione della tariffa dell'elemento della remunerazione del capitale investito, esplicitamente abolito dal secondo quesito referendario del 2011. Altro elemento di criticità in quest'ambito è il riferimento sempre nelle parti relative alla tariffa di un riferimento a normativa del 1996 dichiarata illegittima da una recente sentenza TAR.

I sindaci presenti hanno sottolineato che il ricorso presentato non ha nessuna valenza contrappositiva rispetto al ricorso presentato da altri sindaci, ma dipende solo dalla volontà degli attuali tre ricorrenti di non correre il rischio di fare decorrere i tempi utili per la presentazione del ricorso; ci saranno dunque due ricorsi, tanto meglio per sottolineare quanta opposizione abbia suscitato tale atto. Sempre da parte dei sindaci è stato poi sottolineato con forza come la presentazione di questo ricorso nasca da una volontà del tutto avulsa dall'appartenenza ad uno piuttosto che ad un altro orientamento politico: risponde invece alla necessità da parte dei sindaci di ribadire l'inaccettabilità del comportamento dell'Ufficio d'Ambito, poiché con la decisione presa tre sindaci hanno deciso a nome di tutti e centoquindici, il che per un servizio attinente ad un bene comune è evidentemente una forzatura non sopportabile. Inoltre il ricorso, andando per buona parte a difendere gli esiti dei due referendum del 2011, rappresenta per un sindaco un obbligo al quale, indipendentemente dal suo specifico orientamento politico, non può sottrarsi. Infine si deplora profondamente sempre da parte dei sindaci di essere stati costretti a ricorrere a una azione giudiziaria, cosa che sarebbe stata sicuramente evitabile se il comportamento di chi ha gestito la "partita" del servizio idrico sinora non fosse stato così nettamente e pesantemente contrappositivo e indisponibile ad ogni dialogo, avendo anzi portato avanti il piano d'ambito e gli atti connessi con ripetute forzature che evidentemente non possono che creare spaccature e divisioni tra i sindaci.

Il Comitato Acqua da parte sua ha sottolineato l'importanza "storica" sia in generale sia per lo specifico cremonese del fatto che un gruppo di sindaci abbia dato la propria disponibilità ad accogliere un comitato di cittadini entro una iniziativa importante e di contenuto qualificato come quello di un ricorso con le caratteristiche suesposte: questo gesto va esattamente nella direzione verso la quale il comitato da anni ha cercato di incamminare la riflessione dei cittadini, degli amministratori e delle forze politiche. Cioè quella di un impegno fianco a fianco, per la difesa sostanziale dei diritti di tutti e dell'agibilità piena degli spazi e delle opzioni politiche ed amministrative, specialmente sui beni comuni. E' dunque con gioia, pur condividendo il rammarico di dovere ricorrere ad una azione giudiziaria, che il comitato ha deciso di aderire al ricorso.

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

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