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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Comunicato stampa sui distacchi dell'acqua e commento alla discussione del piano d'ambito in consiglio provinciale
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Comunicato stampa sui distacchi dell'acqua e commento alla discussione del piano d'ambito in consiglio provinciale PDF  | Stampa |  E-mail

Giovedì 6 dicembre 2012

Vista la situazione che si sta delineando in consiglio provinciale in merito alla discussione del piano d’ambito volto alla privatizzazione del servizio idrico a Cremona, il Comitato Acqua ritiene ovviamente positivo che finalmente vi sia un atto di indirizzo forte come quello espresso nella mozione depositata dalla Lega Nord, che impegni chiaramente il consiglio provinciale e l’Ufficio d’Ambito senza ambiguità verso una soluzione esclusivamente pubblica della gestione del servizio idrico cremonese.

Altrettanto positivo è che nel documento venga prevista la partecipazione diretta dei comuni. Questo va nella direzione da noi sempre considerata importante ed anzi necessaria in quanto rimette il controllo e la responsabilità piena dei servizi fondamentali nelle mani di coloro che vengono eletti come “primo riferimento” territoriale delle comunità e che dunque sono le istituzioni più vicine ai cittadini. Inoltre, l’assenza di soggetti intermedi tra sindaci e aziende di gestione è una garanzia in più in termini di trasparenza, partecipazione ed accesso agli atti per chiunque ne abbia titolo.

Vogliamo tuttavia fare una fondamentale precisazione: dichiarare di essere per la partecipazione diretta dei comuni non serve a nulla (e lo si è visto dappertutto in Italia) se poi si sceglie la soluzione "mista"; e da questo punto di vista ci preoccupa leggere nelle premesse il passaggio "in seconda battuta" riferito alla possibile scelta (in seconda battuta appunto) della società a capitale misto pubblico e privato: non vorremmo che si arrivasse in questi giorni o in aula il 18 a una mediazione tra la Lega e il presidente Salini che vada in direzione dell'opzione "mista", perché sarebbe una presa in giro cocente che dai cittadini non verrebbe perdonata.

Siamo ovviamente soddisfatti del fatto che finalmente si apra un percorso di esame delle soluzioni pubbliche che già in base ai precedenti deliberati del consiglio provinciale l’Ufficio d’Ambito avrebbe dovuto approfondire e proporre ai sindaci, cosa che colpevolmente né l’Ufficio d’Ambito né il pres. Salini hanno voluto fare per tutto il 2012, nonostante le grandi disponibilità al dialogo del gennaio scorso

Nel merito del dispositivo proposto, sarebbe meglio che il riferimento legislativo oltre che all’art.150 facesse riferimento anche alla normativa comunitaria in quanto essa apre ai sindaci una maggiore quantità di soluzioni gestionali possibili (non esiste infatti un solo modello di gestione totalmente pubblica).

Speriamo che tutte le forze politiche sappiano cogliere l’occasione di superare le contrapposizioni e, nello spirito che i comitati acqua di tutta Italia hanno sempre propugnato, sappiano agire trasversalmente a favore del rispetto dei diritti dei cittadini e della salvaguardia di una istituzione democratica di partecipazione fondamentale quale è quella del referendum.


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A proposito dei danni che può provocare una cattiva gestione (pubblica o priva che sia) dei beni primari fondamentali per ogni cittadino, vogliamo denunciare la gravissima situazione che l'attuale gestore del servizio a Cremona sta creando a danno di molti nuclei famigliari e delle fasce più deboli della popolazione.


Il nesso tra l'inasprimento della crisi e l'incremento dei problemi e delle emergenze economiche che i cittadini oggi devono affrontare è sotto gli occhi di tutti. Anche nella nostra città sono esplosi numerosi casi di persone e famiglie che non riescono più a pagare le forniture di gas, luce e acqua e si vedono staccare queste utenze di vitale importanza. Stiamo parlando di elementi basilari di civiltà che vengono a mancare da un giorno all'altro e che invece non dovrebbero mai essere messi in discussione; stiamo parlando di distacchi di utenze come quella dell'acqua che rappresentano un “diritto inviolabile” (secondo gli articoli 2 e 3 della Costituzione, il nostro Paese deve garantire i diritti fondamentali dell’uomo e le istituzioni devono rimuovere le ragioni di disuguaglianza tra i cittadini per poter garantire l’accesso reale a tali diritti attraverso i principi di solidarietà politica, economica e sociale) e che invece vengono calpestati per esigenze di bilancio; stiamo parlando di aziende che smettono di fornire beni primari a cittadini soli, pensionati o famiglie (spesso con minori o anziani a carico) facendosi beffe anche della loro buona volontà di estinguere gradualmente il proprio debito, perché non possono pagare tutto e subito, non ce la fanno più, perché oggi perdere il posto di lavoro o non avere un tessuto famigliare o sociale in grado di aiutarti ti butta irrimediabilmente a terra.

Il Comitato acqua del territorio cremonese è dalla parte di tutte queste persone lasciate sole e denuncia con forza la chiusura delle istituzioni di fronte a tali e tanto gravi problemi. L'assenza e il silenzio dei nostri amministratori è sconcertante, così come la totale mancanza di volontà da parte dei gestori cremonesi dei servizi di acqua, luce e gas di avviare procedure di rientro per questi cittadini e garantire quantomeno le forniture minime per consentire loro di far fronte alle esigenze indispensabili (magari prima che un’emergenza di povertà diventi anche emergenza di igiene e salute).

Queste vicende sono senza dubbio la dimostrazione del fallimento di un modello di gestione dei servizi improntato su aziende di diritto privato (e pertanto votate in prima istanza al profitto), totalmente inadatte a far fronte a periodi di crisi come quello attuale. Per questo ci teniamo a ribadire con ancora più forza la necessità di una gestione totalmente pubblica di servizi fondamentali per il cittadino come quello dell'acqua, necessità davanti alla quale molti continuano a fare orecchie da mercante, nonostante gli esiti referendari, le mobilitazioni dei cittadini, le gravi situazioni di difficoltà in cui versano oggi decine di famiglie nella nostra città.

Come comitato acqua chiediamo innanzitutto che venga esclusa la possibilità, per il gestore del servizio idrico, di interrompere la fornitura d'acqua a utenze domestiche e che per gli altri servizi di luce e gas vengano garantite forniture minime per consentire alle famiglie di far fronte alle esigenze indispensabili.

Il comitato acqua pubblica del territorio cremonese


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