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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Lettera aperta ai sindaci sulla nuova società unica e le sue prospettive
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Lettera aperta ai sindaci sulla nuova società unica e le sue prospettive PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 15 novembre 2012

Le dichiarazioni fatte dai protagonisti del dibattito televisivo andato in onda sulla emittente locale Telecolor il 7 novembre scorso hanno chiarito molte cose riguardo al futuro del servizio idrico cremonese. Ci limitiamo a sottolinearne quattro:

- il Comune di Cremona, ha affermato l’assessore Bordi, è convintamente favorevole alla privatizzazione del servizio idrico da sempre, ha solo frenato per alcuni mesi l’approvazione del piano d’ambito perché quello che voleva ottenere nel frattempo era la creazione di una società unica, oggi pronta al varo [parte 3, min.00,10]; è quello che i comitati hanno sempre sostenuto: questa società unica è un cavallo di troia costruito solo per abbindolare i sindaci e portarli, volenti o nolenti, alla privatizzazione;

- la manovra è stata subdola e di accerchiamento: da una parte si è asserito che la nascente società unica non pregiudicava le scelte sul tipo di gestione: in realtà con la complicità dei presidenti delle aziende si è costruita una azienda unica che per le sue caratteristiche intrinseche non può ricevere affidamenti diretti. Quando durante la trasmissione il sindaco Silla ha dichiarato che auspicava un affidamento diretto è stato stroncato da un coro di “non si può” proveniente dall’ala privatizzatrice, in primis dal sindaco Denti [parte 3, min.09,45];

- il meccanismo attraverso il quale si vuole ottenere la privatizzazione è stato spiegato chiaramente dal presidente Salini: occorre bloccare i finanziamenti ai servizi fondamentali per “moralizzare la politica”; una filosofia che definire suicida (e paradossale, essendo pronunciata da un politico e presidente di amministrazione provinciale) è poco, e che tenta di trasferire subdolamente l’immoralità dimostrata da tante forze politiche oggi in Parlamento sulle spalle delle istituzioni e dei servizi che esse devono assicurare ai cittadini [parte 3, min.07,08]. L’applicazione sul nostro territorio di questa tattica di strangolamento è stata svelata nel momento in cui si è detto chiaramente che i soldi per gli interventi urgenti ci sono (quindi non esiste il rischio di sanzioni) e che tali somme sono state tenute “congelate” sino ad ora [parte 2, min.10,30];

- Bordi e Denti hanno poi raggiunto il culmine della scorrettezza nel momento in cui hanno tentato di far credere ai telespettatori che il 12 dicembre scorso 103 sindaci si fossero espressi non sulla revoca del piano d’ambito ma sul semplice rinvio della votazione: oltre che una falsità (visto che gli atti recitano esplicitamente “revoca”) è un affronto gravissimo all’intelligenza di tutti i sindaci della provincia [parte 3, min.14,00].

Questo è lo squallido livello a cui sono state portate la politica e l’amministrazione pubblica a Cremona e provincia pur di ottenere la privatizzazione di un servizio fondamentale: un intero territorio e un centinaio di sindaci gabbati e irrisi.

A fronte di tanta protervia il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese conferma con forza la propria richiesta di dimissioni delle giunte di Cremona e di Ripalta Guerina e soprattutto del cda dell’Ufficio d’Ambito.

L’assemblea di Padania Acque in programma per il 16 novembre offrirà un primo momento di verifica del livello di contrasto che i sindaci del territorio sapranno opporre. Come Comitato Acqua Pubblica queste sono le posizioni politiche e gli atti concreti che saluteremmo con grande favore:

Il 16 novembre:

- prima di procedere alla nomina degli amministratori della nuova società unica provinciale discutere ed approvare un chiaro atto di indirizzo in merito alla gestione esclusivamente pubblica del servizio idrico: senza tale “polizza assicurativa” congelare per il momento la nomina degli amministratori. Ogni nuovo passo verso l’entrata in funzione di tale nuova società così come è ora strutturata infatti porterebbe inevitabilmente alla privatizzazione, essendo impossibile effettuare affidamenti diretti a suo favore. E’ poi paradossale procedere ad atti di tale peso nel momento in cui confini, competenze, modalità elettive delle province sono ancora da definire (compreso il futuro stesso degli uffici d’ambito, che sono aziende speciali da esse dipendenti). Meno che meno (e nettamente opposto agli esiti referendari) è pensabile che una azienda (come sembra si ipotizzi dal contenuto di alcune notizie stampa odierne) possa dal 1 gennaio sostituire un organo di governo politico-amministrativo come l’Ufficio d’Ambito.

Nei giorni immediatamente successivi:

- approvare in ogni consiglio comunale deliberazioni che, riconoscendo l'acqua come bene comune escludano a chiare lettere ogni ipotesi di privatizzazione anche parziale del servizio idrico;

- ribadire la sfiducia nei confronti dei membri del cda dell'Ufficio d'Ambito e pretenderne la sostituzione;

- ribadire la destituzione del presidente della Conferenza dei Comuni ed eleggere un nuovo presidente di garanzia;

- richiedere una convocazione della Conferenza dei Comuni ed approvare in tal sede la richiesta al nuovo Ufficio d'Ambito di ottemperare agli indirizzi politici dati dalla deliberazione della Conferenza dei Comuni del 12 dicembre 2011 (che rigetta il piano d’ambito attualmente proposto) e della deliberazione unanime di consiglio provinciale del 21 dicembre 2011 che indirizza nettamente la gestione del servizio idrico verso soluzioni eclusivamente pubbliche e chiede che sia avviato lo studio delle modalità attuative di tale indirizzo; questo punto risulta particolarmente importante in quanto tale deliberazione è stata totalmente inattuata e disattesa nei contenuti, per chiara scelta politica.

Un grazie sentito a Telecolor per la professionalità della trasmissione e per l’occasione di chiarezza offerta a tutti i cittadini e agli amministratori pubblici locali.

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

La registrazione video della trasmissione, suddivisa in 4 filmati:

http://www.acquabenecomunecremona.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=61&Itemid=112


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