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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Comunicato su trasmissione Telecolor 7 novembre 2012
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Comunicato su trasmissione Telecolor 7 novembre 2012 PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 8 novembre 2012

Le dichiarazioni fatte dai protagonisti del dibattito televisivo andato in onda ieri sera hanno chiarito molte cose riguardo al futuro del servizio idrico cremonese. Ci limitiamo a sottolinearne quattro:

- il Comune di Cremona, ha affermato l’assessore Bordi, è convintamente favorevole alla privatizzazione del servizio idrico da sempre, ha solo frenato per alcuni mesi l’approvazione del piano d’ambito perché quello che voleva ottenere nel frattempo era la creazione di una società unica, oggi pronta al varo; è quello che i comitati hanno sempre sostenuto: questa società unica è un cavallo di troia costruito solo per abbindolare i sindaci e costringerli alla privatizzazione;

- la manovra è stata subdola e di accerchiamento: da una parte si è asserito che la nascente società unica non pregiudicava le scelte sul tipo di gestione: in realtà con la complicità dei presidenti delle aziende si è costruito un unico soggetto che per le sue caratteristiche intrinseche non può ricevere affidamenti diretti. Ieri sera quando il sindaco Silla ha dichiarato che auspicava un affidamento diretto è stato stroncato da un coro di “non si può” proveniente dall’ala privatizzatrice, in primis dal sindaco Denti;

- il meccanismo attraverso il quale si vuole ottenere la privatizzazione è stato spiegato chiaramente dal presidente Salini: occorre bloccare i finanziamenti ai servizi fondamentali per “moralizzare la politica”; una filosofia che definire suicida (pronunciata da un politico e presidente di amministrazione provinciale) è poco, e che tenta di trasferire subdolamente l’immoralità dimostrata da tante forze politiche oggi in Parlamento sulle spalle delle istituzioni e dei servizi che esse devono assicurare ai cittadini. L’applicazione sul nostro territorio di questa tattica di strangolamento è stata svelata ieri sera nel momento in cui si è detto chiaramente che i soldi per gli interventi urgenti ci sono (quindi non esiste il rischio di sanzioni) e che tali somme sono state tenute “congelate” sino ad ora;

- Bordi e Denti hanno poi raggiunto il culmine della scorrettezza nel momento in cui hanno tentato di far credere ai telespettatori che il 12 dicembre scorso 103 sindaci si fossero espressi non sulla revoca del piano d’ambito ma sul semplice rinvio della votazione: oltre che una falsità (visto che gli atti recitano esplicitamente “revoca”) è un affronto gravissimo all’intelligenza di tutti i sindaci della provincia, senza distinzioni di colore politico.

Questo è lo squallido livello a cui sono state portate la politica e l’amministrazione pubblica a Cremona e provincia. Un intero territorio e un centinaio di sindaci gabbati e irrisi: a fronte di tanta protervia il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese conferma con forza la propria richiesta di dimissioni della giunta di Cremona e soprattutto del cda dell’Ufficio d’Ambito.

Un grazie sentito a Telecolor per la professionalità della trasmissione e per l’occasione di chiarezza offerta a tutti i cittadini.

il Comunicato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese


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