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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Le reazioni alla decisione del CdA AATO - L'Arci: un insulto alla nostra democrazia
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Le reazioni alla decisione del CdA AATO - L'Arci: un insulto alla nostra democrazia PDF  | Stampa |  E-mail

ARCI CREMONA, 12 ottobre 2012
LA DECISIONE DELL'AATO: UN INSULTO ALLA NOSTRA DEMOCRAZIA

La decisione del CdA dell'AATO, che ha approvato un Piano d’Ambito, di cui è stata chiesta la revoca da 103 sindaci della provincia di Cremona quasi un anno fa, è una decisione inaccettabile ed incomprensibile, irrispettosa della volontà popolare e della dignità dei cittadini e dei Sindaci, un insulto alla democrazia.

Non recepire la richiesta dei Sindaci di revocare il Piano d’Ambito, il non voler riconoscere e rispettare la loro volontà,  significa ignorare la volontà di un intero territorio provinciale,  ma soprattutto di un intero Paese, che civilmente e con regole democratiche, ha chiaramente espresso la sua contrarietà alla privatizzazione dell’acqua.

Quelle stesse regole che hanno eletto quegli amministratori che ieri con un atto d’imperio hanno scelto di privatizzare un bene pubblico da salvaguardare che non può essere assoggettato alle logiche della concorrenza e del profitto.

Chiediamo ancora una volta il rispetto della volontà popolare democraticamente espressa con il referendum, ed un confronto corretto e trasparente con i cittadini e con i sindaci.

L'acqua non è una merce, è un diritto umano di tutti i cittadini, i servizi idrici sono servizi fondamentali che devono restare pubblici perché sono imprescindibili per la vita.

L'acqua è un bene prezioso, un bene comune, limpido e trasperente, come vorremmo fosse la democrazia in questo Paese.

per ARCI Comitato Territoriale di Cremona

Il Presidente Maurizio Mele


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