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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa La montagna ha partorito la pantegana
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La montagna ha partorito la pantegana PDF  | Stampa |  E-mail

Cremona, 17 febbraio 2012

Eccolo, finalmente, nero su bianco, il progetto di fusione delle aziende idriche. Uno lo legge... lo rilegge... ohibò... e il progetto dov’è? Tutto quello che c’è è un un impegno formale da parte di tutte le aziende ad affidare a un soggetto terzo (privato, guarda caso) il compito di scrivere il progetto. Imponendogli però una serie di paletti messi apposta per indirizzare il percorso inevitabilmente verso la privatizzazione del servizio idrico tanto voluta dal nostro amatissimo presidente Salini. Ci scusino i presidenti delle aziende (pubbliche, ricordiamo) se, attanagliati da un profondo sentimento di disgusto e di vergogna, non applaudiamo. Non basta dunque dare manforte al presidente Salini aggiungendo la propria spinta verso la privatizzazione del servizio, ma addirittura si propone di privatizzare il percorso stesso di creazione dell’azienda unica provinciale. La privatizzazione della privatizzazione. Praticamente un capolavoro. Questo non è un documento tecnico, è profondamente e gravemente politico.

Se si decide di sottrarre questo compito al soggetto pubblico nato e creato a tal fine, cioè l’azienda speciale Ufficio d’Ambito, significa che c’è un sempre maggiore bisogno di sottrarre il percorso ad ogni sia pur minimo controllo pubblico. Non solo i cittadini ma gli stessi sindaci, responsabili delle reti, sono privi di qualunque tipo di ruolo in questo non-progetto.

Questo è il brillante esito del “maggiore coinvolgimento” promesso dal presidente Salini a inizio 2012, dopo le varie batoste subite a fine 2011.

Servono altre prove di come una azienda di diritto privato sia intrinsecamente inadatta a gestire un bene comune, per di più così rilevante socialmente? Altre prove di quanto ormai insopportabilmente le aziende dettino l’agenda politica agli eletti? Come non essere profondamente indignati e sempre più preoccupati di come si fa politica in questo territorio?

Speriamo che i sindaci che lunedì pomeriggio saranno chiamati ad approvare questo ignobile ennesimo tentativo di esproprio dei loro diritti e della democrazia stessa lo respingano con forza. E il giorno seguente, per favore, inizino a porre sul tavolo con decisione un chiarimento su tutta questa partita.

Non ce ne vogliano le pantegane. Esigenze di metafora.

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese


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