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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa Dopo i referendum non si torna indietro! Il nostro voto va rispettato!
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Dopo i referendum non si torna indietro! Il nostro voto va rispettato! PDF  | Stampa |  E-mail

19 gennaio 2012

30.000 persone hanno già aderito all’appello lanciato dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua in difesa del voto referendario di giugno.

Nonostante i 26 milioni di SI’ dobbiamo ancora una volta difendere l’acqua bene comune e diritto umano universale, siamo costretti a ribadire che la sua gestione deve avvenire senza logiche di profitto e deve essere partecipata perché se è vero che l’acqua è un bene di tutti allora è dalla collettività che deve essere gestita.

L’attacco diretto ed esplicito ai referendum è stato perpetrato immediatamente già dal Governo Berlusconi: poche settimane dopo la pubblicazione dell’esito del voto veniva riproposta la stessa normativa sui servizi pubblici locali appena abrogata dal primo quesito referendario, con un provvedimento da cui il servizio idrico era escluso solo formalmente.

In queste ore il Governo Monti, prendendo a pretesto la crisi e l’ammontare del debito pubblico, sembra voler continuare sul solco delle privatizzazioni dei servizi pubblici andando proprio a penalizzare la forma di gestione più rispondente allo spirito e al risultato referendario: le aziende speciali, enti di diritto pubblico, non commerciali. Le aziende speciali, unici soggetti posti dalla legge al di fuori del mercato e al riparo dalla speculazione finanziaria, potrebbero essere sottoposte per la prima volta al patto di stabilità interno, cosa che renderebbe molto più arduo effettuare i corposi investimenti necessari a realizzare un servizio di qualità.

Monti e i big dell’economia temono forse l’effetto-Napoli e il dilagare della ripubblicizzazione vera di tutti servizi d’interesse economico?

Questo Governo a chi risponde? Ai mercati o al popolo italiano? Nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta della popolazione.

Gravissimo è poi che un sottosegretario in carica del governo si permetta di definire i referendum di giugno “un imbroglio”, dando in questo modo dei truffatori a tutti i soggetti che quel percorso hanno costruito e realizzato e indirettamente dei fessi a 26 milioni di elettori.

I referendum non sono un imbroglio e non sono sondaggi d’opinione: sono espressione piena e diretta della volontà del popolo italiano e sono legge dello Stato.


Oggi più che mai si scrive acqua ma si legge democrazia!

Firma e fai firmare sul sito www.acquabenecomune.org


l’APPELLO "GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!"

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

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