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PERCORSO:   Lettere e comunicati stampa La Provincia cambia rotta
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Cremona, 22 dicembre 2011

Da ieri la linea della privatizzazione del servizio idrico resta senza nessun sostenitore, a parte l’ormai totalmente inattendibile presidente della Amministrazione Provinciale, che non contento di aver indotto pochi giorni fa cinquantacinque sindaci a una pessima figura davanti a tutta Italia e ai propri amministrati ed elettori ieri ancora insisteva nella sua crociata pro-privato e anti-pubblico. Sono bastati pochi minuti dalla fine del suo comizio perché i consiglieri di ogni parte politica gli certificassero nero su bianco che il territorio di Cremona va in un’altra direzione, cioè verso la gestione pubblica, grazie a un ordine del giorno ben confezionato dalla Lega Nord e a un comportamento compatto e coerente delle minoranze, che hanno costruito la trasversalità di intenti e di atti su cui da oggi la Provincia di Cremona dovrà muoversi. Perché questa deliberazione fa automaticamente da nuovo atto di indirizzo nei confronti dell’Ufficio d’Ambito. Bene anche l’intervento di Virgilio, che ha stoppato sul nascere possibili interpretazioni fantasiose del voto di ieri: la deliberazione ufficializza il cambio di rotta, dalla privatizzazione alla gestione pubblica, come i cittadini con il loro voto hanno già sancito mesi fa.

Ora occorre costruire con cura il pubblico che vogliamo, poiché è assolutamente vero che, come espresso da molti sostenitori della defunta ipotesi di privatizzazione, l’Italia vanta anche gestioni pubbliche decisamente criticabili. La novità dell’approccio del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è proprio questa, cioè che la soluzione pubblica è condizione necessaria ma non sufficiente. Noi in Lombardia aggiungiamo che la titolarità deve tornare ai sindaci, che hanno dimostrato pochi giorni fa con una decisione coraggiosa di volere e meritare di riassumere direttamente sulle proprie spalle la responsabilità del servizio idrico; aiutati e controllati da due soggetti che il movimento per l’acqua in Italia vuole che siano direttamente coinvolti nella gestione del servizio: i lavoratori delle aziende e la cittadinanza organizzata. Ai tanti cittadini che hanno speso ore e preso freddo e pioggia nei giorni scorsi in particolare deve andare la riconoscenza del territorio, poiché senza la entusiasmante mobilitazione civile di tutti questi mesi e giorni la bella decisione (non a caso unificante) di ieri sarebbe stata inimmaginabile.

il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese

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