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PERCORSO:  
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Date banchetti di raccolta firme per la campagna morosità incolpevole PDF 

Attenzione, attenzione! Date prossimi banchetti firme 2 petizioni:

- sabato 22/11 coop ca' del vescovo (h.9-19)

- sabato 29/11 coop via del sale (h.9-19)

- domenica 30/11 corso Campi ang. via Virgilio, di fianco alla libreria del Convegno (h.14-19,30).



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Campagna Morosità Incolpevole PDF 

Comitato Acqua Pubblica Cremonese - Comitato Antisfratto

Sei residente oppure vivi a Cremona per lavoro o studio?
Leggi il testo delle due petizioni qui riportate, chiedi informazioni ai banchetti dei Comitati promotori che troverai in giro per la città e se condividi
FIRMA

per fermare gli sfratti e i tagli di acqua, luce e gas
alle famiglie che a causa della crisi non riescono più a pagare l'affitto e le bollette.



Comitato Antisfratto
Comitato Acqua Pubblica

Petizione contro l’esecuzione degli sfratti ai danni di situazioni di morosità incolpevole

Visto l'approssimarsi della stagione invernale;
- ricordando le ripetute ondate di sfratti che negli ultimi anni hanno minato la dignità di centinaia di cittadini, avvilendo così tutta la comunità;
- considerando il numero elevato di edifici sfitti, tra pubblico e privato, che con piccoli interventi di riattazione sarebbero immediatamente usufruibili;
- considerata l'autorità che il Prefetto può esercitare nel congelare gli sfratti per morosità incolpevole;
- considerata la situazione di pesante crisi economica che la città e la nazione attraversano;
- nella piena consapevolezza che la giunta comunale dovrebbe prendere una posizione chiara e netta in merito al problema abitativo, ormai non più accantonabile e di notevole portata;

noi sottoscritti

chiediamo

al sindaco di Cremona prof. Gianluca Galimberti ed al Prefetto di Cremona dott.ssa Paola Picciafuochi che impegnino l'Amministrazione Comunale e la Prefettura a mettere in atto al più presto una moratoria sugli sfratti utile a scongiurare l'esecuzione degli stessi nei confronti dei nuclei familiari che risultino in condizione di morosità incolpevole.


Petizione contro i distacchi di utenze ai danni di situazioni di morosità incolpevole

Visto l'approssimarsi della stagione invernale;
- ricordando le ripetute ondate di
distacchi di utenze fondamentali che negli ultimi anni hanno minato la dignità di centinaia di cittadini, avvilendo così tutta la comunità;
- considerato il potere di indirizzo che l'amministrazione comunale ha nei confronti delle
aziende partecipate e controllate;
- considerata l'autorità morale che il sindaco è in grado di esercitare nei confronti anche delle
aziende private operanti nel territorio;
- considerata la situazione di pesante
crisi economica che la città e la nazione attraversano;
- nella piena e concreta osservanza del ruolo del sindaco come preminente autorità sanitaria e di pubblica sicurezza e soprattutto come primo garante della
coesione sociale della città

noi sottoscritti

chiediamo

al sindaco di Cremona prof. Gianluca Galimberti che impegni l'amministrazione comunale a mettere in atto al più presto ogni strumento utile a scongiurare il distacco delle utenze fondamentali (a partire da quella idrica per arrivare ad energia elettrica, gas e riscaldamento) nei confronti dei nuclei familiari che, sottoposti ai controlli previsti dalla legge, risultino in condizione di morosità incolpevole.

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Un tetto sopra la testa PDF 

Cremona, 2 luglio 2014

LGH dunque chiude il bilancio 2013 definendo 8 milioni di euro di dividendi (con dati altrettanto positivi dal punto di vista patrimoniale).
Consiglieremmo a tutti i cittadini cremonesi di appuntarsi i dati principali del bilancio su un foglio, piegare il foglio e metterlo da parte per averlo a portata di mano questo autunno, quando LGH tornerà a piangere miseria pretendendo il pieno pagamento di bollette esorbitanti di riscaldamento anche da parte di disoccupati, esodati, precari e ammalati.

Sempre (e in particolare in periodi di profonda crisi economica) le pubbliche amministrazioni devono porsi come principale obiettivo l’assicurare a tutti, indipendentemente dalla capacità economica, i servizi fondamentali. Nella “battaglia delle bollette” si scontrano in pratica il diritto-dovere per una spa di produrre utili (cioè di guadagnare soldi) e il dovere (sociale e politico) dell’amministrazione che controlla quell’azienda di produrre servizi. Ma il servizio non è solo fine a se stesso: è un mattone che serve a costruire una comunità sempre più sana e solidale, ricca nel vero e pieno senso del termine.

Nello stesso modo, ma con esiti ancora più tragici, si scontrano (a Cremona come altrove) in questi giorni il diritto di un proprietario di casa a ricavarne il massimo profitto possibile e il diritto di un inquilino, per quanto moroso, a non essere buttato in mezzo a una strada e a vedersi strappata a pezzi la famiglia.
Certo la “questione casa” non si può risolvere in 48 ore (e neppure in un anno), ma crediamo che alcuni atti possano e debbano essere adottati immediatamente dalla nuova amministrazione di Cremona, così come certe decisioni sciagurate si sarebbero potute e dovute evitare da parte di chi ha deciso il modo in cui le forze dell’ordine dovevano intervenire. Non è vero che “nessuno può fare niente” di fronte a uno sfratto esecutivo: ci sono ampi spazi, se li si vuole praticare, per evitare a ognuno di noi l’immensa tristezza e alla città la pesante sconfitta etica di veder sgomberare con la forza persone che hanno l’unica colpa di non guadagnare abbastanza per potersi permettere un affitto cosiddetto “di mercato”.

Già. Sempre al “mercato” si torna. Quello stesso mercato che così tanto affascina certi imbarazzanti docenti di storia contemporanea e che per fortuna sempre meno convince le tante persone che sanno cosa significano le parole solidarietà e beni comuni.

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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Patagonia chiama Cremona PDF 

Cremona, 11 giugno 2014


Finisce con ieri (si spera) il sequestro operato dal presidente Massimiliano Salini nei confronti del consiglio provinciale. Questo infatti da anni si è espressamente e ripetutamente pronunciato a favore di una gestione pubblica dell’acqua, ma il presidente, lungi dall’uniformarsi (come sarebbe stato suo dovere) alla volontà del consiglio ha sempre tentato di imporre la sua personale visione liberistica del servizio, spalleggiato da una ristretta corte di sodali. Ieri ha avuto luogo l’ennesimo tentativo di ostacolare il percorso voluto da cittadini, sindaci e consiglieri provinciali e con soddisfazione l’abbiamo visto infrangersi contro la resistenza della stessa commissione affari istituzionali. Tramite l’emendamento approvato infatti si ordina all’ATO (scandalosamente inadempiente sino ad oggi, specifichiamo noi attivisti acqua pubblica) di adeguarsi finalmente alla volontà del consiglio, procedendo all’aggiornamento del piano d’ambito necessario ad affidare il servizio idrico nella modalità in-house a Padania Acque Gestioni. Illuminante la dichiarazione del consigliere Manuel Gelmini che ha sottolineato come l’emendamento si sia reso necessario per evitare che qualcuno potesse nelle prossime settimane dare interpretazioni fantasiose all’atto, evidentemente ambiguo e generico, che era stato proposto dalla giunta provinciale. Di fronte alla sconfitta su tutta la linea il presidente Salini si è dovuto nascondere dietro un voto favorevole, così che l’indirizzo verso la soluzione in-house è stato preso all’unanimità.

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Usciamo dall'impasse idrico! PDF 

Cremona, 04 giugno 2014

Si è consumata ieri l’ennesima indegna prova della amministrazione locale: l’Ufficio d’Ambito di Cremona, azienda speciale direttamente dipendente dalle direttive dell’Amministrazione Provinciale, si è rifiutato di affidare il servizio alla nuova azienda che ormai tutti i sindaci e i cittadini hanno scelto, bloccando così anche gli interventi necessari al buon funzionamento della rete idrica.

E’ letteralmente vergognoso il modo in cui ancora oggi la politica cremonese si riveli totalmente incapace di prendere decisioni fondamentali. Non si parla più ormai di decisioni volte a una buona amministrazione, siamo decaduti a non volere prendere le decisioni minime, utili ad assicurare il servizio idrico, vale a dire la sopravvivenza e la salute di tutti: bambini, anziani, elettori di destra, di sinistra, disillusi e rivoluzionari. Un comportamento semplicemente irresponsabile.

Come Comitato Acqua rammentiamo a tutti i cittadini che il consiglio provinciale ha da molto tempo indicata nettamente la strada da seguire (gestione pubblica) per il servizio idrico; così hanno fatto tutti i sindaci del territorio (rifiutando la gestione mista e costituendo una società pubblica con lo scopo preciso di gestire il servizio idrico); così ha deciso la nazione (tramite referendum). Se oggi si mette a rischio addirittura la stabilità delle aziende idriche locali — aziende sane ed eredi delle nostre vecchie municipalizzate — impedendo loro di lavorare, non è per mala sorte: è perché determinati soggetti hanno concretamente e costantemente agito per la privatizzazione del servizio e continuano a farlo. Ci riferiamo in prima battuta al presidente dell’Amministrazione Provinciale Salini e (direttamente dipendenti dalle sue direttive politiche) alla giunta provinciale, all’AATO e al presidente podista della conferenza dei sindaci Leni. Ora Salini se ne andrà a fare danni a Bruxelles visto che vi è stato paracadutato grazie ai voti del suo padrino politico Lupi: non ci mancherà. Qui ha dimostrato di essere solo un elemento di disgregazione e motore di continue contrapposizioni all’interno delle amministrazioni locali, un freno alla concretezza degli interventi, un pessimo politico interessato esclusivamente al prevalere del proprio credo, un amministratore pericoloso in quanto pervicacemente ostile ad obbedire alla volontà del consiglio provinciale. In totale, un danno per l’intero territorio.

Chi resterà ad amministrare ottemperi finalmente al volere dei cittadini e costruisca con pazienza e amore per il bene comune una gestione pubblica, trasparente e partecipata. Sarebbe anzi importante avere dichiarazioni nette al riguardo dai quattro contendenti che si affronteranno domenica per i ballottaggi. Ci dicano chiaramente se:

- intendono sì o no varare immediatamente la gestione pubblica del servizio idrico escludendo ogni ipotesi anche minima di privatizzazione;

- intendono varare o no meccanismi di partecipazione dei cittadini nelle aziende di gestione dei servizi fondamentali.

Infine come Comitato Acqua Pubblica chiediamo a tutti i cittadini lo sforzo di essere presenti numerosi al prossimo consiglio provinciale. Non ci sono alternative all'impegno di ognuno se si vuole che l’acqua non venga sottratta alla collettività.

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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