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PERCORSO:  
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Cremona 22, 23, 24 Marzo - Weekend straordinario di raccolta firme per l'ICE PDF 


Mobilitazione nazionale 22-24 marzo banchetti informativi e raccolta firme ICE a Cremona:

- venerdì 22 marzo dalle 21 alle 23 ca durante l'iniziativa di Filiera Corta Solidale in sala Zanoni v. del Vecchio Passeggio 1 

-  sabato 23 marzo dalle 15,30 alle 19,00 corso Campi - angolo via Virgilio

- domenica 24 marzo dalle 15,30 alle 19,00 corso Campi - davanti al n.civico 46

L'iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione ha superato il milione di firme.

È un risultato importante per contrastare la privatizzazione del servizio idrico voluta dalla Commissione Europea e rafforzare la battaglia per l'applicazione del  referendum sull'acqua in Italia.

Per centrare l'obiettivo è necessario che in almeno 7 paesi si raggiunga la quota minima stabilita.

In Italia mancano 40 mila firme per raggiungere il quorum e 100 mila per contribuire a raddoppiare e raggiungere i due milioni complessivi entro il 22 marzo, giornata mondiale dell'acqua.

per info: http://www.acquapubblica.eu e http://www.acquabenecomune.org

N.B. Ai banchetti si raccoglieranno anche libere donazioni a sostegno del ricorso presentato dal comitato contro il piano d'ambito provinciale


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Teleriscaldamento: storie di sprechi e inefficienze a Cremona PDF 

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Distacchi utenze, bollette sempre più care, casi di morosità in costante aumento, rateizzazioni impossibili, le umiliazioni per i cittadini cremonesi durante questo inverno non sembrano avere fine. Se dovessimo mettere su un piatto la richiesta dei cittadini di poter passare tutti un inverno dignitoso con un minimo di acqua, luce e gas in casa e sull'altro le soluzioni proposte dall'amministrazione e dalle aziende “pubbliche” di servizi, la bilancia rovinerebbe al suolo. Tutti i nostri appelli sono rimasti inascoltati e la resa politica che la giunta comunale ha dichiarato dicendosi impossibilitata a intervenire per "questioni di bilancio" è il culmine della beffa.

Ma bando alle tristezze: proprio in questi giorni LGH cambia sede spostandosi nel nuovo e costoso complesso in via dei Comizi Agrari e mentre noi rimaniamo "quote irrisorie del monte clienti" con l'acqua alla gola, LGH sembra vivere su un pianeta parecchio florido. In compenso la sua partecipata AEM invita i cittadini che chiedono la rateizzazione delle bollette a chiamare un numero a pagamento: un sentito grazie da parte di quanti sono già in difficoltà economiche.

Ma non è finita qui. Anche il teleriscaldamento sembra destinato a balzare ai disonori della cronaca cremonese come nuovo flagello delle fasce più deboli della popolazione che non riescono più ad arrivare a fine mese, fustigate da bollette sempre più salate. Qualche settimana fa alcuni abitanti delle case popolari di via Divisione Acqui si sono rivolti al Comitato per cercare un confronto e un appoggio dato che si sono visti recapitare bollette del teleriscaldamento di 1000 e passa euro a trimestre. Evidentemente l'emergenza già esplosa mesi fa con il caso del complesso di Largo Pagliari si sta allargando a macchia d'olio e sarà impossibile nascondere anche questa sotto il tappeto.

Il teleriscaldamento doveva essere la soluzione migliore per le nostre case: più ecologico, più economico e più efficiente; invece a Cremona come altrove il sistema sta dimostrando di essere non solo ben poco ecologico, ma anche di avere costi a volte insostenibili, soprattutto per chi abita in complessi di edilizia popolare, che hanno impianti mal funzionanti e inadeguati per condomini mal coibentati e non costruiti secondo criteri di efficienza energetica.

Questa carenza di buona progettazione e gestione ricade come costo sui cittadini, direttamente (tramite bolletta) o indirettamente tramite i servizi sociali che devono tamponare le emergenze economiche, visto che sempre più persone si trovano indebitate fino al collo anche per colpa di questi sistemi al limite della truffa. Come è possibile tutta questa inefficienza? Come è possibile che nessuno si prenda la responsabilità di quanto sta succedendo? Perché nessuno denuncia e prende una netta posizione contro questa macchina degli sprechi?

Come Comitato Acqua chiediamo che il Comune di Cremona riconosca pubblicamente tutte le problematiche e individui delle vie d'uscita concrete al problema teleriscaldamento in quei condomini pubblici dove i carichi in bolletta stanno diventando insostenibili e in cui abitano persone che sono già in gravi difficoltà economiche.

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Consegna firme al Comune di Cremona - il video PDF 



Video di Agostino Marini

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Comunicato stampa sulla consegna delle firme PDF 

Cremona, 23 febbraio 2013

Consegniamo questa mattina al Comune di Cremona le firme con le quali più di 700 cittadini si sono uniti alla richiesta presentata dal Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese e rivolta ad aziende e amministratori locali. La petizione era molto semplice e non chiedeva nulla più, alla fine dei conti, che il rispetto dei diritti dei cittadini ad essere considerati esseri umani prima che clienti. Specialmente nei duri frangenti che Cremona e l'Italia stanno attraversando, procedere a distacchi di utenze fondamentali in pieno inverno è un comportamento che aziende pubbliche non si devono permettere, specialmente nei confronti di anziani, famiglie, minori, portatori di disabilità. Nei confronti dei soggetti deboli una società deve sentirsi chiamata alla coesione e all'aiuto, non può trasformarsi in un branco, applicando la legge del più forte. Tanto più in quanto nessuno tra i cittadini in condizioni di morosità che hanno contattato il comitato ha mai preteso l'annullamento del debito, ma semplicemente la sua rateizzazione: a questa logicissima e legale richiesta è stato risposto spessissimo di no, pretendendo la risoluzione immediata delle pendenze e ci risulta che questo avvega ancora oggi.

Alto è stato per fortuna lo sdegno diffuso nella cittadinanza cremonese per il comportamento vessatorio delle aziende e per il comportamento remissivo dell'amministrazione pubblica della città nei loro confronti: le richieste della petizione sono e restano dunque tuttora valide ed attendono risposta. Chiediamo alle aziende locali di ripristinare immediatamente tutti gli allacciamenti idrici e di altre utenze (riducendo semmai a forniture minime luce e gas) e al sindaco di emettere un'ordinanza di divieto specificamente dei distacchi idrici, che valga dunque anche per il futuro.

Cremona non può più agire in modo così vergognoso nei confronti dei deboli.

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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Sabato 23/02 consegna delle firme contro i distacchi delle utenze PDF 

Domani, sabato 23 febbraio 2013, alle ore11,00 il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese consegnerà ufficialmente al Comune di Cremona le firme raccolte on-line in calce alla petizione redatta dal comitato stesso e relativa ai distacchi di utenze (idriche e di altri servizi fondamentali) che hanno flagellato e continuano in parte a flagellare il capoluogo in questo rigido inverno. La consegna avverrà con modalità che, ribadendo l'importanza del tema, cercheranno di sottolineare il grande favore riscontrato dalla petizione presso i cittadini e la ripresa di protagonismo che la cittadinanza attiva continua a produrre sul tema acqua pubblica.

In occasione della consegna delle firme i portavoce del comitato acqua saranno lieti di delineare ai cittadini e agli organi di informazione presenti i binari essenziali dell'azione del comitato nei prossimi mesi.

Grazie alla solidarietà e alla partecipazione dei cittadini, abbiamo abbondantemente sorpassato quota settecento firme con la "raccolta" online.

Appuntamento dunque per domattina alle ore 10,50 presso il cortile federiciano del palazzo comunale di Cremona.

il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese


Elenco firme per la petizione contro il distacco delle utenze


Petizione: Cremona riallacci le utenze idriche (e non solo)

Nonostante il freddo siberiano si stanno moltiplicando in questi giorni a Cremona segnalazioni di distacchi di acqua, luce e gas a danno di cittadini e famiglie in difficoltà, che spesso con lo stipendio o la pensione non arrivano più a fine mese e che si trovano da tempo in una situazione di estrema indigenza magari con figli minori, disabili o anziani a carico. Secondo gli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana il nostro Paese deve garantire i diritti fondamentali delle persone e le istituzioni hanno il compito di rimuovere le ragioni di disuguaglianza tra i cittadini per poter garantire l'accesso a tali diritti, attraverso i principi di solidarietà politica, economica e sociale.

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