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Sull'occupazione di AEM e l'istituzione di un Osservatorio sui distacchi PDF 

Cremona, 21 gennaio 2014

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese accoglie positivamente la notizia della istituzione di un Osservatorio sui distacchi nel capoluogo, dove si possano confrontare cittadinanza organizzata ed istituzioni.

Importante è pure che si annunci il blocco immediato dei distacchi, ma ci si chiede che esito avranno i distacchi già in corso; né vorremmo rivivere il balletto dello scorso inverno, con blocchi dei distacchi annunciati ogni due o tre settimane.

Elemento negativo è certamente che sia stato necessario arrivare ad una occupazione (sia pur breve) per istituire un organo che qualunque buon amministratore, tanto più sulla scorta della pessima esperienza dello scorso inverno, avrebbe dovuto creare di propria spontanea iniziativa quattro mesi fa.

Ma come sempre guardiamo costruttivamente al bicchiere mezzo pieno: è importante che questo organo venga creato immediatamente, che accerti con chiarezza e renda pubbliche le dimensioni del problema, che divenga strumento permanente di governo dei servizi essenziali.

Un grazie di cuore ai cittadini organizzati che hanno deciso, come si dice, di “metterci la faccia” per cercare di sbloccare una situazione che evidentemente istituzioni e partiti non sono in grado autonomamente di gestire.

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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Sullo statuto della "nuova" Padania Acque: alcuni elementi che non devono mancare PDF 

Cremona, 14 gennaio 2014


Per quanto se ne sa, è in corso in questi giorni la redazione dello statuto della "nuova" Padania Acque, il soggetto a cui sarà affidata la gestione del servizio idrico nei prossimi vent'anni; lo statuto è un po' come la "Costituzione" dell'azienda, ed è perciò bene procedere con la massima cura. Come Comitato Acqua sentiamo l'urgenza di evidenziare alcuni elementi che è molto importante siano inseriti al suo interno, per tutelare al meglio i diritti dei cittadini e la volontà sancita dai referendum del 2011.

Innanzi tutto, pur trattandosi di una spa e non (come chiediamo da sempre) di una azienda di diritto pubblico, lo statuto deve riconoscere a chiare lettere che l'oggetto del servizio non è una merce ma un diritto universale. Da ciò derivano le note conseguenze su tariffe e minimo vitale, sulle quali non ritorniamo avendole più volte affermate, così come non ci dilunghiamo sul rispetto delle norme vigenti riguardo alle aziende in-house o sul divieto di effettuare atti di inciviltà come i distacchi di utenze morose. Il "di più" che questa nuova azienda deve segnare a proprio favore è il modo con cui si rapporta all'esterno e all'interno, che deve essere radicalmente diverso dal passato soprattutto in termini di trasparenza, equità e partecipazione.

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Per il diritto all’acqua contro la tariffa-truffa dell’AEEG PDF 

A oltre due anni e mezzo dalla vittoria referendaria del 12 e 13 Giugno 2011 continua, in tutta Italia, la mobilitazione per la piena attuazione degli esiti referendari, a difesa dell'acqua e della democrazia.
Oggi, soprattutto con l'approfondimento della crisi economica e sociale, il tema del diritto all'accesso all'acqua torna ad essere di stringente attualità anche in Italia. L'applicazione dei referendum, oltre ad essere elemento sostanziale del rispetto della volontà popolare, è dunque un primo passo fondamentale nella direzione della piena realizzazione di tale diritto.
Per questo risulta decisivo avviare la discussione parlamentare e approvare la legge d'iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” e constestualmente ridefinire un sistema di finanziamento del servizio idrico integrato che utilizzi, oltre alla leva tariffaria, anche la fiscalità generale e la finanza pubblica.
In tale contesto altro passaggio necessario è il ritiro della nuova tariffa del servizio idrico (Metodo Tariffario Transitorio) elaborata dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas perchè in palese violazione dell'esito del II° referendum visto che si stanno facendo rientrare dalla finestra i profitti garantiti per i gestori. Su questo il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, insieme alla Federconsumatori, ha promosso un ricorso al TAR Lombardia il cui procedimento si apre proprio il 23 gennaio prossimo.
Il convegno, dunque, da una parte si pone l'obiettivo di denunciare come il diritto all'accesso all'acqua sia messo sotto attacco da diversi provvedimenti, a partire da un sistema tariffario illegittimo e da un sistema di finanziamento del servizio idrico non equo e insostenibile, e dall'altra di avviare un ragionamento sulla costituzionalizzazione di tale diritto.

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Distacchi: è ora di scelte urgenti PDF 

Cremona, 2 gennaio 2014

La vergogna in cui era stata gettata l'inverno scorso Cremona con le centinaia di casi di distacchi per morosità si ripete ed anzi presenta quest'anno, prima ancora che l'inverno incrudisca, un conto ben più pesante. Questo significa che a fronte delle grandi dichiarazioni, dei protocolli, dei patti, delle intese siglate a destra e a manca questa amministrazione e le aziende da lei partecipate non hanno saputo trarre insegnamenti dalla brutta esperienza dell'anno scorso.

Scegliamo di non unirci al coro piuttosto squallido di chi tenta di sfruttare questa tragedia personale per ottenere visibilità politica o per far dimenticare di essere (o essere stato) al governo della cosa pubblica negli ultimi anni. Anche perché vorremmo rispettare il riserbo e il dolore dei familiari. Conta però, e su questo sì che non possiamo tacere, che a Cremona in dicembre muore una persona privata per mesi e mesi di tutti i servizi essenziali: distacchi operati per scelta deliberata e non per caso o dimenticanza. Questo è inaccettabile, qualunque fosse la condizione economica della persona. I servizi pubblici non sono nati per generare introiti per le amministrazioni locali: quei servizi sono considerati dalla storia come necessari per passare dalla condizione di selvaggi a quella di cittadini; dal branco alla comunità. Se una persona vive mesi o anni senza acqua luce e riscaldamento non ci rimette solo lui, ci rimettiamo tutti in dignità, in qualità della vita, in rischi sanitari e l'elenco sarebbe lungo.

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Il Comitato Acqua Pubblica a sostegno del Comitato NoSfratti PDF 

Cremona, 25 ottobre 2013

Il Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese saluta con gioia l'entrata in campo a Cremona di un nuovo soggetto impegnato nella difesa dei diritti e della dignità dei cittadini. Il documento che il Comitato Antisfratto Cremona ha stilato in base alle risultanze dell'assemblea pubblica tenutasi il 6 ottobre scorso ed ha trasmesso al Comitato Acqua così come a molti altri soggetti evidenzia obiettivi pratici e politici di estrema chiarezza, pregnanza e realizzabilità. Mobilitarsi in modo diffuso, partecipato e strutturato per risolvere una esigenza tra quelle basilari delle collettività e dei singoli quale è il riconoscimento del diritto ad usufruire di un tetto e non essere abbandonati in mezzo a una strada a causa delle proprie insufficienti disponibilità monetarie è un'azione che il Comitato Acqua riconosce pienamente come "sorella" della propria lotta. Altrettanto importante e preziosa si giudica pure la scelta del Comitato Antisfratto cremonese di agire in collegamento ad una piattaforma e ad un coordinamento di livello nazionale quale è la rete "Abitare nella crisi" e veramente ammirevole è stato ed è il lungo e paziente lavoro di documentazione che il Comitato Antisfratto ha affrontato nei mesi scorsi e continua a perfezionare. È grazie a quel lavoro che ora questa lotta è in grado di non procedere semplicemente per slogan ma di affiancare alle fondamentali rivendicazioni di carattere generale e teorico elementi pratici di analisi dell'esistente che permettono di individuare specifici problemi, di fornire alla cittadinanza informazioni preziose sulla gestione del patrimonio edilizio pubblico, di interrogare la politica su casi e comportamenti concreti, di prospettare soluzioni sia immediate che a medio termine.

È bene ricordare che l'edilizia pubblica è patrimonio della collettività ed è solo temporaneamente data in gestione ai pubblici amministratori: questo è il cardine dell'azione del Comitato Antisfratto e costituisce un altro forte punto di vicinanza con la lotta per l'acqua, tanto più in quanto anche su questo tema i movimenti per il diritto all'abitazione propongono e propugnano nuove forme di gestione non solo pubbliche ma soprattutto trasparenti e partecipate.

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